Roma: Indignados contro Black bloc

 Violenza. Idranti, bombe carta, fumogeni,  un copione identico che va avanti per ore. Le azioni violente, molto spesso scellerate, sono iniziate dopo circa un’ora dalla partenza del corteo. Poco dopo le 16 il livello dello scontro sale e, a poche centinaia di metri da Piazza S. Giovanni, vengono incendiate alcune automobili parcheggiate di fronte a una sede del ministero della difesa. Una bomba carta viene gettata dentro e le fiamme divampano nel palazzo. Il tetto crollerà poco dopo. Intorno alle 19 Piazza S. Giovanni sembra sotto controllo, ma il fronte dei violenti si è spostato in via Merulana dove si assiste, nuovamente,  all’esplosione di una  violenza cieca e dissennata. Vestiti di nero e incappucciati, i Black bloc, sfilano inizialmente con gli altri, ma non parlano con nessuno. Una minoranza devastante ma, al tempo stesso,  un gruppo nutrito e ben organizzato: almeno 500, tutti con maschere, caschi o passamontagna sul volto e armati di mazzette da muratore e altri bastoni.  Sfondano vetrine, assalgono bancomat, danno alle fiamme delle auto, arrivano perfino a colpire abitazioni private e una statua raffigurante la Madonna di Lourdes, di cui si è salvato solo il volto. Sono tantissimi i feriti sia tra i manifestanti che tra le forze dell’ordine. Chi lavora e vive nelle zone degli scontri si trincera in casa e nei negozi sperando, intanto, che la propria auto non venga data alle fiamme. Il primo bilancio del 118 parla di 70 feriti tra cui 3 gravi. Al momento si contano 12 arresti  e 20 fermi, sono tutti italiani.

Indignati contro i violenti. Il corteo cerca di reagire ai violenti, prova a cacciarli, urla all’unanimità contro di loro «fascisti, infiltrati, via via!»  Spesso, lungo la manifestazione, si assiste a degli scontri tra i violenti e i manifestanti. Gli uni contro gli altri. È tanta la rabbia tra gli Indiganti per le violenze degli “incappucciati”, al punto che bloccano e consegnano alla polizia tre Black bloc. Il popolo pacifico di Roma cerca di isolare i facinorosi, responsabili, con le loro violenze,  di spostare l’attenzione dalle reali motivazioni della manifestazione.  Il corteo grida contro gruppi di persone con caschi, cappucci, mazze «Fuori! Fuori! Vigliacchi! Sono buoni tutti con il viso coperto!»  La rabbia degli Indignati è del tutto naturale perché le prime vittime dei Black bloc sono proprio loro con le proprie motivazioni, idee, diritti.

La stampa estera. Le immagini della guerriglia urbana a Roma fanno il giro del mondo. La CCN, la BBC,  giornali come Le Monde, il Wall Street Journal ecc., raccontano in tempo reale la manifestazione pacifa e l’arrivo di “militanti in nero”, infiltrati tra la folla, che si sono scontrati con la polizia. La stampa estera racconta la rabbia dei manifestanti italiani contro la  violenza dei Black bloc e, in diversi casi, il loro tentativo di contenerli, di fermali nelle loro azioni violente. Purtroppo, però, in primo piano sono le azioni violente  e non le idee e proposte degli Indignati.

Le istituzioni.  Le violenze sono state condannate da tutto il mondo politico. Cosa è stato fatto però, dalle istituzioni per evitare gli scontri di oggi? Di fatto, il pericolo di possibili infiltrazioni era già stato denunciato. Gli “incappucciati” da  tempo si stavano organizzando, soprattutto sui social network, per organizzare una guerriglia urbana “con i fiocchi”. Inoltre, ci sono già molte polemiche sull’intervento delle forze dell’ordine, accusate di essere intervenute quando, ormai, era troppo tardi. Effettivamente, dalle foto e dai video si può vedere come, inizialmente, i Black bloc abbiano agito completamente indisturbati, sotto gli occhi attoniti della folla. Solo quando la situazione ha raggiunto livelli di violenza inaudita c’è stato l’intervento della polizia. Gli indignati, oggi, hanno manifestato in tutto il mondo, in 952 città di 82 Paesi, ma solo a Roma la violenza ha avuto il sopravvento sulla manifestazione pacifica. Ancora una volta, purtroppo,  l’Italia si è distinta negativamente nel panorama internazionale.

Giovanna Fraccalvieri