Incontinenza: nuova cura da un enzima

Nuove cure contro l’incontinenza. Bloccare l’attività di un enzima potrebbe favorire le terapie contro l’incontinenza urinaria femminile. E’ la scoperta dei ricercatori dell’Istituto di ricerca per l’urologia (URI) del San Raffaele di Milano, dimostrando che manipolando un particolare enzima capace di metabolizzare i cannabinoidi naturali dell’organismo si ottiene un importante effetto anti-incontinenza, che minimizza gli effetti collaterali dei farmaci tradizionali a livello del sistema nervoso centrale.

Milioni di donne soffrono di incontinenza. Lo studio, pubblicato su European Urology (la principale rivista scientifica internazionale del settore urologico), è stato condotto in collaborazione con l’Università di Monaco (Germania) e di Linkoping (Svezia). Lo studio ha dimostrato che bloccando l’azione dell’enzima FAAH (Fatty Acid Amide Hydrolase), presente nella vescica femminile, si riesce a modificare la funzione urinaria, ottenendo in modelli animali d’incontinenza un importante risultato terapeutico. “Il risultato della nostra ricerca, sebbene ancora preliminare – ha spiegato Francesco Montorsi, professore di urologia al San Raffaele e coordinatore dello studio – apre la strada allo sviluppo di farmaci che, inibendo l’azione dell’enzima, potranno aiutare tante pazienti a vincere l’incontinenza urinaria e a recuperare una buona qualità di vita”. L’incontinenza urinaria riguarda milioni di donne in tutto il mondo: in Italia si stima che circa il 13% della popolazione femminile ne soffra, e che essa aumenti con l’aumentare dell’età.

Adriana Ruggeri