Intercettazione shock di Berlusconi: Le reazioni dall’opposizione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:43

Roma – Giuliano Pisapia: “Sono parole che si commentano da sole“. Di Pietro: “Il premier è una persona disperata“. Finocchiaro: “Atteggiamento eversivo“.

La reazione dell’opposizione – Opposizione all’attacco dopo l’ultima intercettazione del premier pubblicata dal quotidiano La Repubblica: “Portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di giustizia di Milano, assediamo Repubblica: cose di questo genere, non c’è un’alternativa…”.
Durissimo il commento di Di Pietro: “Il premier è una persona disperata che fa tutto in funzione della sua impunità. Rientra nel cliché del personaggio utilizzare il ruolo di capo del governo per criminalizzare la magistratura, bloccare le indagini e attaccare la stampa. Insomma per fare il fascista-piduista, quale egli è“.
Mentre sempre dall’Italia dei Valori, Massimo Donadi fa notare che il premier “parla come un black bloc. Il contenuto delle intercettazioni è agghiacciante. E’ assolutamente sconcertante scoprire che un capo di governo parli al telefono di rivoluzione, di assalti al palazzo di Giustizia e alla sede di un quotidiano”.

Finocchiaro: Faccenda gravissima – Per Anna Finocchiaro del Pd “le frasi pronunciate da Berlusconi al telefono con il faccendiere Lavitola sono gravissime e denunciano un atteggiamento eversivo, e per questo inammissibile, da parte del premier nei confronti degli altri poteri dello Stato e della stampa. E’ inaudito e inaccettabile che un presidente del Consiglio si esprima in questo modo. E purtroppo, nel suo caso, ci troviamo di fronte a un comportamento ricorsivo, non a una casuale caduta di stile. Sono le parole di un premier che deve lasciare il suo posto, se ne deve andare“.
Sempre dal il Pd, Luigi Zanda fa osservare chele telefonate fra Berlusconi e Lavitola evidenziano uno scenario fuori da qualsiasi regola di democrazia: c’è un cittadino poco raccomandabile (oggi latitante) che, a nome e per conto del premier, si muove senza alcun titolo e con elevata familiarità fra i meandri delle istituzioni pubbliche, intervenendo negli affari di apparati fondamentali e persino cercando di influire sui vertici della guardia di finanza“.
C’è qualcosa di nuovo su questo argomento?”, è invece il commento ironico di Rosy Bindi.

Matteo Oliviero