Oggi su Iris Paolo Sorrentino e Sean Penn in un duetto da Oscar

Paolo Sorrentino, Sean Penn.<L’Olocausto è una pagina tragica della storia, e conservare la memoria della violenza compiuta dai nazisti è un dovere per noi uomini moderni. Nel film di Paolo Sorrentino non c’è però una ricostruzione storica della Shoah, ‘This Must Be the Place’ è il racconto di un uomo che matura anche attraverso la scoperta dell’orrore nazista, e recupera un rapporto con le persone, con se stesso e  con la vita>. Esordisce così Sean Penn, dal 14 ottobre sul grande schermo con l’attesissimo ‘This Must Be the Place’, intervistato insieme al regista Paolo Sorrentino dall’inviata del Tg5 Anna Praderio per “Note di Cinema”, in onda su Iris, lunedì 17 ottobre 2011, alle ore 17.15.

This must be the place. <Paolo Sorrentino – prosegue l’attore – è uno dei  grandi cineasti contemporanei. Ho scoperto il suo enorme talento vedendo il suo film precedente, ‘Il Divo’, e dopo ‘This Must Be the Place’ spero di lavorare di nuovo con lui>.Tra gli appuntamenti settimanali del canale tematico Mediaset , la rubrica a cura di Annamaria Fontanel la dedica la nuova puntata alla superstar hollywoodiana Sean Penn e ad uno dei più grandi cineasti contemporanei del nostro paese, Paolo Sorrentino. L’acclamato regista de Il Divo, in questa nuova avventura è alle prese con un road movie incentrato sulla storia del cinquantenne Cheyenne (Sean Penn), ex divo del rock giunto in America per cercare l’ufficiale nazista che, ad Auschwitz, aveva torturato suo padre durante il regime.Il film deve molto anche agli scritti di Primo Levi. Sorrentino infatti precisa: <L’opera di Primo Levi è stata fondamentale per preparare questo film. Ho riletto i suoi libri e li ho portati in regalo a Sean Penn che però già li conosceva. Questo è stato un punto d’incontro per noi>.Una pellicola complessa che molti scommettono in candidatura di Oscar. Al riguardo il maestro stempera: <Questo film è già un sogno realizzato> anche per la presenza, nel cast, di David Byrne, leader dei Talking Heads (che nel film interpreta sé stesso) e vero mito per il cineasta italiano.