Parigi, collocamento: disoccupato sequestra ostaggi

Parigi, agenzia di collocamento. Una mattinata come le altre, tra il pigro disbrigo delle pratiche e le code agli sportelli. Ebbene, di diverso dagli altri giorni c’è stato l’ingresso, nell’ufficio affollato di rue Pelée, di un uomo che ha deciso di barricarsi all’interno dell’edificio insieme a vari impiegati, dei quali per ora non si conosce il numero esatto – a Parigi gli esponenti del pubblico impiego sono assenteisti e poco attenti agli orari, come dalle nostre parti?- ma si dovrebbe trattare almeno di due persone. Si tratta dell’arrondissement numero XI, dove il terrore sta regnando di pari passo con la fuga dei più fortunati, che sono riusciti ad uscire illesi lasciando gli altri “almeno due” a trattare. Presenti sul posto gli agenti della Bri delle forze dell’ordine francesi, addetti proprio a queste emergenze, ovvero all’intervento sul posto in casi allarmanti.

Gli uffici del collocamento nel panico. Lo stato di allerta e di confusione continua a regnare incontrastato negli uffici dell’XI arrondissement, nonostante il fatto che il corpo speciale della Bri abbia già provveduto, secondo le ultime notizie diffuse, ad arrestare l’uomo, che peraltro sarebbe stato dotato solo di un’arma giocattolo, tendo in pugno l’ente pubblico per una mattinata. Mattinata di lavoro buttato, in caso questo sia un evento particolarmente rilevante per quell’ufficio. Intanto, per oggi le pratiche sono “andate”, e gli impiegati hanno approfittato per un’assenza un po’ più lunga di quella della solita pausa caffè.

L’attentatore. Non si è trattato di un criminale propriamente detto, dunque, ma di un precario preso da un raptus di follia. Si chiama Christian Denisot, 45 anni, informatico dal lavoro instabile. Non è stato catturato grazie alle segnalazioni degli impiegati sorpresi e spaventati a morte con la sua pistola giocattolo, e nemmeno a seguito dell’intenvento del corpo speciale della Bri sul posto. L’informatico ha chiamato da solo le forze dell’ordine, ed ha rivendicato il gesto consegnandosi volontariamente per far ascoltare le sue dichiarazioni. Inizialmente, dopo aver allertato i poliziotti, ha dichiarato: “Non utilizzerò gli ostaggi per difendermi, ma sono pronto a svuotare il mio caricatore per proteggermi”. Trattando e ragionando, ha poi spiegato di essere laico ed ateo, di rappresentare solo se stesso, di non far capo ad alcun movimento politico, e di esser pronto a consegnarsi. Tutto sommato, si potrebbe osservare che la mattinata è stata impiegata con maggior solerzia da parte dell’ingenuo attentatore fintamente armato, che dalla parte del settore impiegatizio che ha dovuto affrontarlo o dal corpo speciale delle forze dell’ordine che è intervenuto per arrestarlo.

Sandra Korshenrich