Tornano le scintille tra Pdl e Fli: tra Alfano e Bocchino botta e risposta serrato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:40

Dopo le parole scandite ieri da Gianfranco Fini a Napoli, che ha definito l’attuale maggioranza “una caricatura“, torna alta la tensione tra i pidiellini e i futuristi. A dare il “la” alle polemiche sono stati il capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto, e il finiano Benedetto Della Vedova, ma il botta e risposta più duro si è consumato in serata tra due pesi massimi degli schieramenti: Angelino Alfano e Italo Bocchino. “Le dichiarazioni del presidente della Camera sono intollerabili – ha tuonato il segretario del Pdl – ed enfatizzano il grave vulnus istituzionale“. “E’ impensabile che un 40enne che vuole interpretare la politica del futuro – gli ha risposto piccato il vicepresidente di Fli – usi questo tono verso il presidente della Camera”.

Caricature e contraffazione in Parlamento – L’intervento del presidente della Camera ieri a Napoli ha creato grande scompiglio. Gianfranco Fini non ha, infatti, lesinato commenti urticanti sulla contingenza politica, puntando il dito contro il ministro dell’Agricoltura, Saverio Romano – che a suo giudizio “dovrebbe dimettersi per ragioni di opportunità e non di manifesta colpevolezza” – e contro la maggioranza in generale, definita “una caricatura del centrodestra”. A sbottare per primo è stato Fabrizio Cicchitto: “Caricatura per caricatura – ha detto il capogruppo del Pdl a Montecitorio – l’onorevole Fini è diventato la contraffazione di un presidente della Camera, essendo fazioso anche nella gestione dell’Aula”.

Alfano: Da Fini parole intollerabili – A lui ha risposto Benedetto Della Vedova: “La furibonda reazione è la riprova che la nuda verità fa male“. Ma è solo l’inizio perché in serata a commentare le dichiarazioni del presidente della Camera è intervenuto il segretario politico del Pdl, Angelino Alfano. E le sue sono state parole durissime: “Le dichiarazioni del presidente della Camera sono davvero intollerabili – ha esordito l’ex Guardasigilli – Non si era mai verificato che uno con il suo ruolo istituzionale irridesse la maggioranza dell’Aula che presiede, definendola caricatura. E non si era neppure mai verificato – ha aggiunto Alfano – che chiedesse le dimissioni del premier e di suoi componenti”.

Il rischio del precedente – Di più: “Il vulnus istituzionale era già evidente – ha continuato Alfano nel suo attacco a Fini – Ora siamo in presenza di una questione più grave per il futuro delle istituzioni repubblicane, in quanto questo comportamento può diventare un precedente che autorizza i futuri presidenti della Camera a emularlo.Di questo rischio – ha concluso il pidiellino – è bene che siano consapevoli sia l’attuale maggioranza che l’opposizione che dice di avere tanto a cuore le istituzioni”.

La risposta piccata di Bocchino – Parole che hanno fatto innervosire un pasdaran finiano di razza, Italo Bocchino: “La dichiarazione di Angelino Alfano contro Fini è gravissima – ha tagliato corto il “falco” di Fli – Forse è stata scritta da altri a palazzo Grazioli perché è impensabile che un 40enne che ha fatto il ministro e che vuole interpretare la politica del futuro usi questo tono verso il presidente della Camera. Alfano – ha continuato Bocchino – dovrebbe sapere che è diritto del Parlamento, da cui il governo dipende, criticare le scelte dell’esecutivo. Se Gianfranco Fini rappresentasse un vulnus della democrazia – ha concluso caustico il vicepresidente di Fli – allora il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi potrebbe essere paragonato a un Adolf Hitler del terzo millennio”.

Maria Saporito

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