“Vitamia”: torna Gianmaria Testa, raffinato cantautore

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:42

Uscita discografica – “VITAMIA è composto da 11 tracce che rappresentano una riflessione personale e sociale lunga 50 anni, 18 mila giorni (come recita il titolo di una delle canzoni dell’album), un affresco sentimentale e umano che come la vita porta con sé diverse sfumature e diversi colori musicali. “VITAMIA” può essere il disco che non ti aspetti da un cantautore come Gianmaria Testa, un disco nel quale la veste musicale e il piacere di suonare assumono quasi un ruolo di protagonisti e l’alternanza dei piani e dei forti è decisa e marcata. Suonato tutto in diretta e insieme in studio in una settimana, si caratterizza per la presenza di un nucleo forte e compatto di musicisti che da molto tempo collaborano con Testa.

A questo forte gruppo di base si unisce un limitato numero di ospiti, ma tutti d’eccezione, tra cui spicca Gianluca Petrella al trombone (una versione più “folle“ e immaginifica su “Cordiali saluti” ed un’altra più melodica e intima su “Di niente, metà”), Luciano Biondini che sparpaglia la sua magistrale fisarmonica su ben 3 canzoni e Carlo De Martini alla viola e al violino nel trio d’archi di “Lele”. Colpiscono le chitarre elettriche, che non di rado cercano la distorsione; colpisce l’assenza dei fiati, se si fa eccezione per il trombone quasi elettrico di Petrella, e si tratta di novità non di poco conto, pensando alla storia musicale di Gianmaria Testa.

Dal punto di vista tematico, a ben guardare, possiamo individuare tre filoni: quello infantile caratterizzato da almeno due episodi “Aquadub” e “La Giostra”; quello più incentrato sul sociale con “Cordiali saluti”, “Sottosopra” e “20 mila leghe (in fondo al mare)”, canzone-operina che però si riallaccia per la forma sia musicale che linguistica con la quale è stata realizzata al filone infantile di cui si parlava prima; infine il filone più intimo, sentimentale e anche più caratteristico per Gianmaria con “18 mila giorni”, “Di niente metà”, “Lasciami andare”, “Lele”, “Nuovo”, “Dimestichezze d’amor”.

R. D. B.