Due scheletri si tengono per mano da 1500 anni: rinvenuta necropoli a Modena

Nei pressi di Modena è stata recentemente fatta una scoperta che, come spesso è accaduto nel mondo dell’arte, fa sì che si riesca ad individuare ancora una volta quel celebre connubio tutt’altro che macabro che esiste fra l’amore e la morte. Durante degli scavi è stata rinvenuta una necropoli del quinto o sesto secolo dopo Cristo all’interno della quale si trova la tomba matrimoniale di una coppia di coniugi i cui cadaveri si sono putrefatti nel corso degli anni tenendosi teneramente per mano.

Finché morte non vi separi – Placidamente sdraiati all’interno della propria dimora eterna, i due scheletri appartenuti ad un uomo e ad una donna vissuti circa millecinquecento anni fa si sono tenuti la mano fino a quando non c’è stata più carne da stringere. Vi è un ulteriore particolare che di certo contribuirà ad incrementare l’aura di romanticismo che ora circonda la cosiddetta “tomba degli amanti”: la sconosciuta signora coricata alla sinistra del proprio consorte è stata seppellita col viso rivolto verso il suo sposo. I due scheletri teneramente uniti in eterno sono, ovviamente, difficili da identificare; tutto ciò renderà di certo più facile la divulgazione di presunte storie circa il loro conto. Fa sorridere, in certi casi, la vecchia formula matrimoniale, che unisce due persone “finché morte non le separi”: stando all’apparenza talvolta non spetta alla trista mietitrice il compito di dividere per sempre due individui che si amano.

Amore e morte – Tutto ciò che si può dire intorno ai due scheletri che da millecinquecento anni si tengono per mano, altro non è che una serie di tenere menzogne retoriche, che faranno rabbia ai più cinici ma che coloreranno di rosa, almeno per un po’, i pensieri dei più sentimentali. “Fratelli, a un tempo stesso, Amore e Morte ingenerò la sorte”, scriveva Leopardi, che non fu l’unico a voler sottolineare il legame inscindibile che esiste fra questi due elementi del cammino umano, che sono rispettivamente il motore propulsore dell’esistenza ed il suo punto d’arrivo. È sciocco, è vero, spendere troppi pensieri sul ciglio di una tomba abitata da due individui che magari furono uniti da un contratto di matrimonio più che da un’ardente passione, ma fantasticare sull’amore altrui è sempre bello, anche se di tale amore non si ha prova alcuna.

Martina Cesaretti