Lavitola parla con tutti: da Frattini a Bonaiuti, tutte le mosse del faccendiere

Linee telefoniche incandescenti: sono quelle che l’ex direttore dell’Avanti!, Valter Lavitola, gestiva con esponenti di primo piano della scena politica nazionale. A testimoniare la “versatilità” del faccendiere ancora latitante in Sud America, sono i nastri delle conversazioni telefoniche raccolte dalla Procura di Pescara (e pubblicate oggi da La Repubblica.it). Dalla segretaria del ministro Franco Frattini a Paolo Bonaiuti, Valter parlava con tutti, rimarcando la sua vicinanza al presidente del Consiglio.

Telefonate importanti – I nastri delle telefonate passate al vaglio dei magistrati di Pescara si riferiscono a eventi accaduti circa 2 anni fa, ma disegnano un quadro che gli ultimi accadimenti hanno reso ancora più nitido. L’ex direttore dell’Avanti!, Valter Lavitola, già nel 2009 intrecciava rapporti confidenziali con ministri e sottosegretari del governo Berlusconi, proponendo e suggerendo mosse di importanza strategica. Come dimostrato nella telefonata intercorsa il 15 ottobre del 2009 con la segretaria personale del ministro Franco Frattini, in cui Lavitola chiede insistentemente di presenziare a un incontro istituzionale con il vice premier albanese, Ilir Meta .

L’incontro con Meta – “Ascolta, il 15 mi ha detto il ministro che c’ha un incontro con il vicepresidente e ministro degli Esteri albanese – dice Lavitola alla segretaria di Frattini – Allora siccome è un incontro ufficiale, sarebbe molto importante per una serie di vicende che poi ti spiego, e che Franco conosce, che io alla fine dell’incontro fossi lì nella stanza di Franco per scambiare due chiacchiere Franco, io e lui. Questo qui è quello che mantiene in piedi il governo di Berisha – continua il faccendiere – c’ha quattro parlamentari e ne sta acquisendo altri nove… vabbè, poi ti spiego, inutile che ti sto a dire metà per telefono… quindi sarebbe importante“.

La questione giustizia – Non solo: alla segretaria Nadia, Lavitola sottopone un’altra questione urgente. “L‘altra cosa, vedi se tu puoi fare un miracolo – riprende il faccendiere – io ho appena finito di parlare con il presidente che è estremamente appannato al telefono“. “Eh, se vede…“, è l’impietosa risposta della segretaria. “C’è una questione di un’importanza straordinaria – continua Lavitola – che lui non riesce a mettere a fuoco. L’unico con il quale spero che possa  ragionare è Franco. È sulle questioni della giustizia. È una cosa importantissima. Io c’ho solo ‘sta speranza qua. Io devo parlare cinque minuti con Franco di persona. Dovunque esso sia, in macchina, in aereo, in ufficio, alla Camera, al Senato, a margine di una riunione. Cinque minuti”. “Oggi è proprio impossibile, Valter“, taglia corto Nadia, ma lui non si dà per vinto: “Se lo accompagno in aeroporto come faccio sempre col capo?”, propone. “Glielo chiedo e ti faccio sapere“, è la risposta della segretaria di Frattini.

Al telefono con Bonaiuti – Altrettanto interessante è il contenuto di una telefonata con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Boniauti, datata 12 ottobre 2009. “Scusa se ti ho disturbato – esordisce Lavitola – il fatto che mi richiami mi riempie di orgoglio, di speranza, vuol dire che sono diventato una persona importante“. “Tu sei un amico e quindi non sei né importante né poco importante“, è la lusinghiera risposta di Bonaiuti. “Sei un tesoro – chiosa l’ex direttore dell’Avanti!Ho saputo che questo stronzo di Tremonti non vuole firmare assolutamente l’attribuzione dei fondi al capitolo sull’editoria, in quanto sostiene che non c’è il gettito di entrate e dice pure che a lui non gliene frega un cazzo. Se lo chiede Berlusconi lo fa“. “Guarda so tutto, fammici lavorare – si smarca il portavoce del premier – È un problema costituzionale, perché mi apre un casino inenarrabile… ma che cosa devo fare, mi metto a piangere?“.

Il nodo Tremonti – Lavitola non demorde: “No, no, aspetta un secondo, abbi pazienza solo un minuto – dice a Bonaiuti – Il problema reale è che lui se lo vuole far chiedere da Berlusconi in quanto, io l’ho già detto al presidente questo, lui a un certo punto è sbottato, insomma è contro Tremonti dalla vicenda delle Regioni giù giù ad altre cose sulle quali poi mi ha dato ragione. Comunque mi ha detto che lo faceva. Però Tremonti se lo vuol far chiedere da lui in quanto ci sta il problema soprattutto della Padania e del Secolo. Siccome il Secolo oramai fa parte di FareFuturo – continua il faccendiere – Tremonti vuole vendersi questa cosa con Berlusconi e ha detto chiaramente: ‘Se me lo chiede Berlusconi allora lo faccio, se non me lo chiede portiamo a casa settanta milioni in più. Paolo – è la conclusione accorata di Lavitola – fa chiamare il presidente a Tremonti, senti a me“. “Mettiti tranquillo“, è la rassicurazione del sottosegretario.

Maria Saporito