Sarah, la verità di Misseri: nel memoriale accuse a Galoppa e Bruzzone

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:38

Tutta la verità di Michele Misseri, circa l’omicidio della nipote Sarah Scazzi, raccontata, per filo e per segno, in una ventina di pagine, consegnate, durante l’udienza prliminare di ieri mattina, al gup Pompeo Carriere.

Il memoriale – ‘Zio Michele’, in un italiano molto stentato e a tratti incomprensibile, ricostruisce l’intera giornata di quel tragico 26 agosto, fino ad arrivare al pomeriggio in cui Sarah, in vista di una gita al mare insieme alla cugina Sabrina e all’amica Mariangela, si reca nella villetta di via Deledda. Michele si accorge che il trattore “non partiva” e che quindi non poteva andare a lavorare. Di lì a pochi minuti arriva Sarah, che gli chiede perchè stesse “cridando” e lui le intima “vattene”, ma la ragazzina rimane in garage. Zio Michele sente “cuesto calore alla testa” e con “tutta la sua forza” strangola Sarah con una corda. Misseri fa seguire la descrizione della soppressione del cadavere, nascosto nel “cofano” della Seat Marbella e poi buttato nel pozzo, dopo essersi fatto il segno della croce. Riferisce di aver detto “unaltra bugia”, alla moglie Cosima, a cui dice di dover andare all’azienda del fratello perchè sono scappati i cavalli e la finzione “di interessarsi” con i parenti alla scomparsa di Sarah. Segue il racconto dei pomeriggi successivi, quando Misseri si reca al pozzo “per pregare” per l’anima di quella bambina che in sogno gli dice “di sentire freddo”. Altre pagine, dalla scrittura sempre più incomprensibile, fino al pentimento: “Io sono pentito” perchè “le volevo bene: nessuno saprà mai perchè lofatto”.

Accuse ai suoi ex difensori – Ma nel memoriale Michele Misseri, oltre a descrivere la dinamica dell’omicidio, chiama in causa anche il suo ex difensore, l’avvocato Daniele Galoppa, e la consulente di parte Roberta Bruzzone: «Non sono mai arrivato alla verità perchè con il mio avvocato Galoppa tutte le volte che è venuto a trovarmi in carcere che io dicevo che ho ucciso la povera Sarah, il mio avvocato Galoppa non mi ha mai creduto ma mi ha solo ubriacato, che mi diceva ‘ma perchè dici così’?». Michele, rivolgendosi ai pm, aggiunge di non essere mai riuscito a convincere il suo avvocato e che questo gli avrebbe detto «tanto gli inquirenti non ti credono e nemmeno io ti credo». Per questo «io mi sono sentito depresso – continua Michele – perchè quando dicevo che io ho ucciso Sarah il mio avvocato mi ha fatto piangere tutte le volte che veniva a trovarmi. Io ho sbagliato quando il mio avvocato mi ha detto ‘facciamo venire la dottoressa di Roma’, mi sono pentito perchè stavamo scrivendo la vera verità sui fatti. Non sono riuscito perchè erano 2 contro 1. Io non sono mai creduto, come dovevo arrivare alla verità. Tutti quelli dell’opinione pubblica dicevano che io stavo coprendo Sabrina e io avevo perso le speranze». Poi dopo l’incidente probatorio «io mi sono ricordato del compressore » e «avevo detto al mio avvocato di fare una richiesta ma non è stata mai fatta», per questo «ho cominicato a capire che per me non era un bravo avvocato, lui doveva fare il giudice per questo l’ho revocato».

La replica della Bruzzone – «Non so come siano trapelate tutte queste informazioni: sì è vero, ha reso dichiarazioni molto precise e dettagliate anche su queste circostanze», ha detto l’attuale difensore di Misseri, l’avvocato Armando Amendolito. «Io non ritengo opportuno commentare le difese di altri colleghi – ha aggiunto – nel caso specifico sono particolarmente coinvolto in quanto assisto Michele Misseri. Lui ha chiesto di essere interrogato soltanto dal dottor Carriere, non dagli inquirenti e dagli avvocati, ma poichè non gli è stato consentito in questa forma, allora ha pensato di rendere dichiarazioni spontanee». Più dura la reazione dei due professionisti coinvolti nelle accuse di Misseri, l’avvocato Daniele Galoppa, che ha sporto querela per diffamazione contro il suo ex assistito, e la dottoressa Roberta Bruzzone: «Sono accuse assolutamente false e infamanti: procederò nelle debite sedi per tutelare il mio nome e la mia onorabilità professionale», ha commentato la criminologa. «Non ho mai fatto alcun tipo di pressione – ha proseguito in un’intervista all’Adnkronos- e men che mai l’ho spinto a mentire per accusare una ragazza innocente». La criminologa preferisce non entrare nel merito dell’inchiesta, «lo farò quando acquisiremo integralmente le dichiarazioni che ha fatto oggi», sottolineando, però, che si è «interrotto un prezioso percorso di verità quando si è concluso l’incidente probatorio, ma perfortuna fu fatto ed emersero elementi preziosi». Secondo la Bruzzone, dunque, Misseri starebbe solo tentando, invano, di sminuire il peso delle dichiarazioni emerse durante l’incidente probatorio e di giustificare, in maniera a suo avviso plausibile, le sue accuse nei confronti della figlia Sabrina. La criminologa, comunque, conferma che procederà nei confronti di Michele Misseri «perchè non ho fatto nulla di ciò di cui mi accusa e anzi la trasparenza del mio operato è dimostrabile».

Francesca Theodosiu

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