Scontri, Alemanno: Stop a cortei e processioni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:34

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno, nel suo potere di Commissario straordinario per l’emergenza traffico, ha firmato ieri sera un’ordinanza che vieta per un mese lo svolgimento di cortei in tutto il I Municipio di Roma. Nel centro di Roma saranno possibili solo sit-in in alcune piazze, tra cui piazza della Repubblica.

Violenza non governabile – «Non è che una moratoria per permettere di trovare un’intesa complessiva sullo svolgimento delle manifestazioni», ha commentato Alemanno in un’intervista a ‘Repubblica’. «L’assemblea capitolina ha votato all’unanimità un odg che dà mandato al sindaco di predisporre nuove regole. Quando ho visto che venerdì la Fiom voleva organizzare un altro corteo come se nulla fosse successo, ho temuto che si potesse ripetere una situazione non governabile, qualcosa di simile a sabato scorso. Vorrei precisare – ha proseguito il sindaco – che il problema non è il corteo Fiom in sé, ma il segnale che rappresenta». L’obiettivo di Alemanno, come ha spiegato lui stesso, è quello di evitare che, in un momento storico in cui gli animi sono ancora “caldi” per gli scontri avvenuti sabato scorso, possano roganizzarsi altri manifestazioni che sconfinino in atti di violenza difficili da contenere. «In quel divieto rientrano tutte le manifestazioni itineranti: c’era anche una processione e una manifestazione di Forza Nuova», ha proseguito.

Riorganizzare servizio d’ordine – «Sin da subito ho detto – ha continuato il sindaco di Roma – che i violenti non c’entravano nulla con il 99% dei manifestanti di sabato, utilizzati come scudi umani. Il problema è che non c’era un servizio d’ordine interno e se la polizia fosse intervenuta prima delle violenze magari il corteo si sarebbe rivoltato contro i poliziotti. Il carabiniere ferito è vivo per miracolo: quelle belve volevano uccidere e fare più danni possibile. Non si deve ripetere più soprattutto non a spese di Roma e dei romani». Alemanno ha, inoltre, paventato la necessità di una riorganizzazione del servizio di ordine pubblico, che preveda un isolamento dei violenti ed un “patto preventivo” tra forze dell’ordine e manifestanti. ‘Corteo’ non sarebbe necessariamente sinonimo di ‘violenza’ per il Sindaco della Capitale, ma «In centro chi vuole manifestare può farlo a patto che resti nelle sette piazze indicate nell’ordinanza». D’altronde, come ha osservato giustamente Alemanno, un sit-in non è meno significativo di un corteo: «Gli indignados spagnoli – ha concluso – stavano fermi e si sono tirati dietro il mondo».

Francesca Theodosiu