Freddy Mercury, rivelazioni inedite: dal sesso fetish all’Aids

Freddy Mercury, rivelazioni inedite: dal sesso fetish all’Aids. E’ stata pubblicata la biografia intima di Freddy Mercury, il leader dei Queen, scritta da Peter Freestone, l’uomo che è stato suo assistente per 12 anni. Il libro racconta i dettagli più intimi del cantante: “Sono stato al suo fianco nei gay club di tutto il mondo, in vacanza, a casa di Michael Jackson. Ero la sua ombra, la prima persona a cui si rivolgeva per qualsiasi esigenza. L’ho preso in braccio nelle stanze della sua villa di Londra: l’Aids gli aveva scarnificato un piede, dichiara l’uomo a ‘Panorama’ “.

Il sesso sfrenato, il fetish e la droga. Una biografia, che contiene tante rivelazioni sul cantante dei Queen, al di fuori del palco. Un esempio è la relazione con Bill Reid, conosciuto in un bar di New York. Il rapporto tra i due era così carnale, che una volta Reid arrivò addirittura a mordere la mano di Freddy: “Sentiva un dolore fortissimo e perdeva sangue dalla ferita, ma rifiutò qualunque tipo di soccorso. E salì sul palco”. Freestone, continuando a parlare di Freddy e del suo rapporto con il sesso, dichiara: Ho visto la più straordinaria delle vite glamour trasformarsi in una mesta fuga dal mondo. Negli anni felici, quando non era impegnato a scrivere musica memorabile, Freddie si buttava sul sesso. Per lui era un‘attività spensierata da praticare senza grandi investimenti emotivi. L’amore di cui cantava apparteneva a un’altra dimensione e non so se l’abbia mai sperimentato di persona. Il cantante, pare fosse socio onorario del ‘Saint’, un vecchio teatro di New York, trasformato in un nightclub per omosessuali: “Riuscii a ottenere la tessera di socio onorario – continua Freeston – in modo che il suo nome non comparisse fra quello degli avventori. Il difficile fu conquistare l’armadietto. Non se ne poteva fare a meno perché, dopo avere indossato gli indumenti fetish e il necessario da mettersi sopra durante le danze, vi si riponevano i vestiti normali e la droga. Ed era proprio il suo assistente a procurargli la droga: “Il venerdì pomeriggio – rivela Freestone – andavo a casa del nostro “amichevole” spacciatore di fiducia nel Lower West Side. Su un tavolo c’erano due cestini da lavoro di metallo con dentro un vasto assortimento di pastiglie e polverine, tutti etichettati con nome e prezzo. Mancava solo il carrello”.

L’Aids. Freestone, che era lì, quando il cantante dei Queen si spense la sera del 24 novembre del 1991, dichiara: “Non puoi capire che cos’è l’Hiv finché non vedi da vicino come consuma gli uomini. Ho vissuto al suo fianco l’era della luce e quella del buio. Dopo la diagnosi, è scesa la notte”. Quando Freddy Mercury, nel 1987, scoprì di avere l’Aids, rivolgendosi al suo compagno Jim Hutton, disse: “Io ho l’Aids, lo dicono i migliori medici sulla piazza, se vuoi lasciarmi non farò niente per impedirtelo, capirò“. Tuttavia, Hutton, gli rimase accanto fino alla sua morte. Quando i giorni di Freddy erano ormai contati, Freeston ricorda come il cantante si rifiutasse ormai di prendere le medicine: “Era appena rientrato da Montreux, era debolissimo e aveva la vista appannata. Sapeva che la sua ora stava per scoccare.“L’ultimo atto – conclude Freestone – fu scrivere un comunicato in cui annunciava al mondo la sua malattia. Il giorno dopo non volle nemmeno vedere i giornali. Il dado era tratto e lui non aveva più niente da difendere”.

Giusi Taurisano