Lavitola: Un “pescivendolo” che comanda gli uomini di stato

Il faccendiere – Lui stesso si è definito più volte come un “pescivendolo”, eppure basta una sua chiamata per scattare tutti sugli attenti ed obbedire.  Nessuno si permette di contestarlo, mai una volta in centinaia di conversazioni, raccolte nell’inchiesta della procura di Pescara sui fondi neri all’Avanti. “Sono il consigliere del Premier” – così si presentava Valter Lavitola al telefono. L’uomo ombra del Cavaliere, colui che lo “accompagna in aereoporto”, consigliere e mitigatore dell’animo confuso di Berlusconi. Le nuove intercettazioni dell’ex direttore dell’Avanti, pur non contenendo nulla di penalmente rilevante, sono fonte di forte imbarazzo per il governo, in quanto dimostrano come Lavitola, pur non ricoprendo alcun ruolo istituzionale, dia indicazioni a sottosegretari e ministri che ne accettano gli ordini, lo assecondano e si affrettano ad obbedirgli.

Le intercettazioni – (1) Nel 2009, prima dell’incontro tra Franco Frattini, ministro degli Esteri italiano, e il suo omologo albanese Ilir Meta, Valter Lavitola telefona alla Farnesina ogni giorno. Le intercettazioni della chiamata fra lui e la segretaria di Frattini, fanno ben intuire l’accordo che c’è tra questi per fornire un incontro – “che dovrebbe sembrare fortuito”-  all’editore dell’Avanti con il ministro albanese. (2) Contestando il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, per aver cambiato il decreto per la nomina del commissario alla dighe, Lavitola chiama il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, chiedendogli di aiutarlo a convincere il ministro a tornare sui suoi passi.  (3) Il consigliere del Premier arriva al punto di annunciare anche chi potrà essere nominato ministro, come nel caso della telefonata al senatore Paolo Scarpa Bonazza Buora, presidente della commissione Agricoltura, a cui comunica di aver parlato con “il Capo”, così chiama Berlusconi. Infine, (4) quando ha bisogno dei fondi per il suo giornale, Lavitola insiste prima col Cavaliere, e poi con il sottosegretario alla Presidenza, Paolo Bonaiuti, titolare della delega per l’editoria. Assistiamo oggi dunque all’ascesa di un personaggio come Valter Lavitola che, con la sua ingerenza, tiene sotto scacco alte cariche dello Stato, come Frattini, Bertolaso, Bonaiuti, e molti altri ancora, tutti come pesci nella mani del pescivendolo. L’inchiesta della procura di Pescara prosegue, ma oramai l’anomalia istituzionale è sotto gli occhi di tutti: un uomo senza poteri che comanda sugli uomini di potere.

Maria Rosa Tamborrino