Per cosa ricorderemo questa legislatura? A Ballarò, “l’ultima tegola che cade”

A Ballarò, “l’ultima tegola che cade” – Gli incidenti in una piazza che non riesce a manifestare liberamente e pacificamente il proprio disagio, sono “l’ultima tegola che cade”, rappresentano solo uno dei riflessi che questa legislatura vede, o dovrebbe vedere, quando si specchia nella realtà di oggi. Ma la politica debole è più ostaggio dei violenti del 15 ottobre, o dei numeri risicati in Parlamento? E come si torna ad un Paese normale? C’è una condizione di cui il Governo si ritiene responsabile? Il primo a rispondere alle domande di Floris è stato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ospite ieri sera a Ballarò: “Lei pensa che possa, un Governo, portare sulle proprie spalle la responsabilità di quello che sta accadendo in questo momento nel mondo?”. Per il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, il messaggio “drammatico” è che “oggi si premia l’infedeltà politica pur di restare aggrappati alle poltrone. La vera fregatura è che in questi tre anni non c’è stato un solo intervento strutturale: siete il Governo delle mani bucate“.

Le macerie di un Paese anormale – Come appare l’Italia agli occhi di chi ne sta al di fuori? A parlarne, in collegamento dagli Usa, l’economista Alessandra Fogli, docente all’Università del Minnesota e consulente della Federal Reserve Bank: “La recessione ha colpito l’Italia in un momento di grande debolezza strutturale e per la nostra crescita economica siamo classificati 177esimi su 180 Paesi, con dietro solo Haiti, Zimbabwe ed Eritrea”. E come già si sa, non esiste un mercato formale del lavoro, più del 50% dei giovani trova un’occupazione soltanto attraverso conoscenze, ci sono forti barriere all’entrata (vedi gli ordini professionali, per esempio) e quindi non stupisce che ci siano tantissimi giovani molto istruiti che lasciano l’Italia.

Per cosa ricorderemo questa legislatura?“Riforme fatte” dice Sacconi, “vergogna” è la risposta del teologo Mancuso. Oppure è la legislatura degli scandali, dei 51 voti di fiducia, ricatti, dossier, della rottura tra Berlusconi e Fini, delle case, delle cricche, le indagini sulla corruzione, il “bunga bunga” e di Ruby? Le crisi finanziarie e bancarie, i processi e i tribunali. Ma sicuramente “la peggiore Italia” di Brunetta è quella venuta fuori dalle intercettazioni. Ultima, quella risalente al 2009 tra Berlusconi e Lavitola: “La situazione oggi in italia è la seguente: la gente non conta un cazzo, il Parlamento non conta un cazzo, siamo nelle mani dei giudici di sinistra… O io lascio- dice amareggiato il Premier- oppure facciamo la rivoluzione vera”. E si va sempre fuori dal tema del momento, rimanendo sulle parole e mai passando ai fatti. Forse questa legislatura merita solo di essere dimenticata, per recuperare dignità, speranza e orgoglio d’appartenenza.

Corinna Trione