Lega: Bossi e Tosi verso la riappacificazione?

Il clima all’interno della Lega è particolarmente teso. Dopo il congresso provinciale di Varese – che sembra aver sclerotizzato le tensioni tra  “bossiani” e  “maroniani” – l’epiteto che il Seantur ha scagliato addosso al sindaco di Verona, Flavio Tosi, ha segnato un climax di nervosismo di difficile gestione. A esasperare ulteriormente gli animi è giunta ieri la notizia della chiusura dei ministeri a Monza, che ha spinto i dirigenti padani ad annunciare una strenua “resistenza”. Insomma, nella Lega le cose non sembrano andare per il verso giusto e il sentore che il leader stia per “sbottare” definitivamente si fa sempre più forte tra analisti e osservatori. Per quanto ieri, Umberto Bossi, a esplicita domanda di un cronista abbia risposto: “Tosi non lo espello, anzi ci vediamo lunedì”.

Due leghisti contro – L’appuntamento è fissato per lunedì prossimo in via Bellerio a Milano. E’ lì che il numero uno del Carroccio, Umberto Bossi, e il sindaco di Verona, Flavio Tosi, si incontreranno nel tentativo di mettere a posto le cose. A dividerli c’è quello “stronzo” urlato dal Senatur all’indirizzo del “maroniano” che, a sua volta, aveva criticato la posizione dei leghisti capaci di approvare in Parlamento provvedimenti da “voltastomaco” solo per mantenere in vita il governo Berlusconi. Che il sindaco leghista nutra scarsa simpatia per il premier è fatto ormai noto a tutti e motivo di forte dissenso all’interno del suo partito. A partire da quello con Umberto Bossi.

Un incontro delicato – Nonostante la rassicurazione di ieri sera del Senatur (“Tosi non lo espello – ha detto – Lo vedo lunedì”), in molti sono pronti a scommettere che il vis-a-vis tra i due sarà tutt’altro che facile. Chi conosce Tosi dice che il sindaco difficilmente accetterà di “rientrare nei ranghi” e più verosimilmente ribadirà, invece, al capo l’urgenza di correre ai ripari prima che la base (già in preda allo scontento) si rivolti definitivamente. Non solo: c’è chi sostiene che il sindaco di Verona stia già meditando di correre in solitaria. Qualora i toni all’interno della sede della Lega dovessero farsi particolarmente duri, infatti, il primo cittadino padano potrebbe minacciare di andarsene dal partito. Uno scenario tutt’altro che confortante per i dirigenti del Carroccio. Il motivo?

Tosi in solitaria? – Flavio Tosi è riuscito nel tempo a conquistarsi la stima di elettori e militanti, consolidando un rapporto di fiducia non solo con i cittadini, ma anche con i colleghi di partito. Qualora prefigurasse la possibilità di andare via dalla Lega (presumibilmente per dare vita a una lista civica) potrebbero essere in molti a seguirlo. Un vero e proprio “colpo di grazia”, dal quale il malfermo Umberto Bossi difficilmente potrebbe difendersi.

Maria Saporito