Matrix e il 15 ottobre: da Roma alla Val di Susa, ancora scontri su Carlo Giuliani

Matrix e il 15 ottobre – Una puntata veramente difficile da gestire, ieri sera a Matrix, con un Alessio Vinci visibilmente in difficoltà nel placare gli animi recalcitranti dei suoi ospiti. Complicato se non quasi impossibile, parlare del 15 ottobre, dell’altra faccia di quella manifestazione che ha visto tanti “pacifici” resistere alla violenza dei facinorosi; faticoso capire chi sono veramente i “black bloc” e perché non bisogna chiamarli così; arduo infine mantenere l’ordine, specie quando si discute di un tema delicatissimo che va da Roma alla Val di Susa, passando per gli indignados, i No Tav e i black bloc. Ancora una volta infatti si è tornati a Genova 2001, al G8 e a Carlo Giuliani. E sono volate parole pesanti: da una parte Sallusti (direttore de Il Giornale), che ha detto “quello ha fatto bene” parlando del carabiniere che sparò, dall’altra Ferrero (segretario nazionale del Prc), che alzandosi ha gridato “Sallusti vaffanculo”.

Ma chi sono veramente i black bloc? – Nel caos delle voci che si sovrapponevano, si è cercato anche di capire chi sono veramente i black bloc e perché non andrebbero etichettati così. Ad aprire la puntata, la testimonianza di una ragazza madre che sabato scorso era in piazza con in mano pietre e bastoni. “Sono una ragazza madre, sono incazzata perché non riesco ad arrivare a fine mese, non trovo un lavoro, non ho una casa e le istituzioni non mi aiutano né mi rappresentano. Se volete chiamarmi black bloc fatelo pure, ma io sono una cittadina incazzata perché le istituzioni stanno assassinando i nostro futuro”. Una nuova finestra si apre e ci aiuta a vedere di cosa è fatto questo mondo di anarchici: “E’ un’esasperazione, una rabbia, un odio che ha radici più profonde, un vulcano su cui siamo seduti da troppo tempo” ha detto  Bonini, di Repubblica. “Non lo facciamo diventare un esercito- ha risposto invece Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas-: tra vetrine sfasciate e cassonetti bruciati, questi ragazzi in sostanza dicono che da 3 anni c’è una crisi che viene pagata dai più deboli anziché da chi l’ha creata, ossia le caste, i politici, i banchieri, i finanzieri, lo Stato”.

Intano i No Tav – E mentre Maroni e Di Pietro parlano di Legge Reale e Daspo, in Val di Susa i No Tav si preparano a prendere la piazza domenica prossima. Stessa cosa per la Fiom. Il rischio di infiltrazione c’è, ma c’è anche da domandarsi di cosa abbiamo veramente paura: forse di ammettere che i black bloc sbagliano, ma nel nome di una causa giusta?

Corinna Trione