Milano: Michael Franti e Jovanotti, come fratelli sullo stesso palco (foto)

Michael Franti, Jovanotti, Foto, Milano. Ai Magazzini Generali di Milano va in scena uno spettacolo vero e proprio. Non un semplice concerto, ma un evento unico con ospiti a sorpresa e tanta buona musica. Si inzia molto presto, alle 19 e 30 tocca a Babaman, pseudonimo di Massimo Corrado, cantante reggae italiano, proveniente dall’hinterland milanese. A causa dell’orario sono in pochi ad assistere alla performance. A poco a poco il locale meneghino si riempe di un pubblico eterogeneo: studenti, coppie e persino famiglie con bambini al seguito.

Michael Franti on stage. Sono le 20 e 30 e con anticipo il concerto inizia. Sul palco Michael Franti, un musicista e compositore statunitense. La presenza scenica del cantautore americano è decisamente importante, sia per il suo aspetto imponente (2 metri di muscoli) che per la passione, l’entusiasmo e la gioia, con cui accoglie i fan accorsi al suo cospetto. Ad accompagnarlo gli Spearhead, band con la quale dal 1994 ha inciso 11 album dalle sonorità reggae, folk, funk e rock.
L’esibizione inizia con una selezione di vecchi e nuovi brani e la carica di Michael si percepisce sin da subito.
Tra i pezzi suonati spiccano “Rude boyz”, “Hello Bonjour” e “I got love for ya”.
Il pubblico è scatenato. Gli inviti del cantante a saltare, battere le mani e ballare, sono accolti caldamente dai presenti. In pochi minuti i Magazzini Generali si trasformano in una festa colorata e sorridente. Franti nelle sue performance cerca sempre di annullare la distanza che c’è tra il pubblico e il palco. E anche in questo caso non si tira indietro, abbracciando continuamente i fan delle prime file e andando sovente a cantare proprio in mezzo a loro.
Le sonorità spaziano dal reggae al  funk con assoli degni di grandi rock band, soprattutto da parte del chitarrista J Bowman e del batterista Manas Itiene.

Jovanotti sul palco con Michael Franti. A metà concerto è l’ora della prima sorpresa. Mentre Michael introduce “The sound of sunshine”, singolo pubblicato in Italia il 24 giugno 2011, sale sul palco Jovanotti, artista che ha collaborato alla versione del pezzo riscrivendone parte del testo in lingua italiana. Per i fan di Cherubini vedere il proprio beniamino in un contesto così intimo è un occasione più unica che rara. E le soprese non sono finite. Oltre ad una performance canora di alto livello, il pubblico usufruisce anche di un contatto fisico: a metà del pezzo i due cantanti superano le transenne e, in un vero bagno di folla, continuano a cantare in mezzo ai presenti. E’ un momento molto spontaneo dove le due parti, la rock star e il fan, si uniscono, per dare vita ad un’energia dirompente.
Prima di congedarsi al pubblico meneghino c’è tempo per un’altra chicca. Sulle note di “Could you be loved” di Bob Marley i due amici giocano e sperimentano le loro doti sul pezzo. Lorenzo improvvisa una sessione di Human Beatbox, ovvero l’arte di riprodurre con la bocca i suoni di una Drum Machine e Franti canta sopra la sua base.

Saturnino on stage. Nemmeno il tempo di metabolizzare il grande regalo fatto ai suoi fan da Franti ed è subito il momento di un’altra sorpresa: sul palco è il momento di Saturnino, bassista italiano, da sempre compagno di avventure di Jovanotti. Sulle note di “Yes I Will” Saturnino dà mostra di sè accompagnando il bassista Carl Young e ingaggiando una sfida fatta di tanta bravura ed estro. E’ un altro momento di alto livello musicale dove il leader degli Sprearhead lascia spazio ai due musicisti, che donano al pubblico accorso una performance eccezionale.

Il concerto continua con pezzi come “The words I love you”, “Yell Fire” e “I’ll be waiting”. Una performance esclusiva, ricca di soprese e con un altissimo livello sia musicale che di coinvolgimento del pubblico. Un evento, uno spettacolo irripetibile, un mix di generi e culture a confronto. Grandi regali per i fan che, ne siamo sicuri, porteranno questa esperienza per lungo tempo, nelle loro menti e nei loro cuori.

Pier Luigi Balzarini

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Fotografie di Pier Luigi Balzarini