Morte Gheddafi: la cautela dell’opposizione

A commentare la notizia del giorno, la cattura e la morte del Rais libico, non ha voluto rinunciare nessuno E così, dopo le dichiarazioni di Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano e “l’onore alle armi” riconosciuto dal leghista Borghezio al Colonello, sono giunte alla spicciolata anche i commenti degli esponenti dell’opposizione. Da Bersani a Casini, passando per Emma Bonino, tutti hanno rimarcato l’invito a procedere con prudenza, salutando la notizia dell’esecuzione di Gheddafi con la giusta compostezza. E cautela.

Casini bacchetta il premier – “Gheddafi è morto e la sua scomparsa non potrà cancellare le sofferenze che ha inflitto a migliaia e migliaia di libici. Consiglio maggiore prudenza nei commenti soprattutto a chi in vita lo ha ossequiato con poco senso della misura”. Con queste lapidarie parole, il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini ha fornito il suo personale contributo al “vespaio” levatosi a poche ore dalla morte dell’ex leader libico. Una dichiarazione netta, con la quale il centrista ha di fatto invitato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a fare mea culpa e a tornare sui trascorsi più che confidenziali con il Colonello.

Donadi polemizza in latino – Ancora più piccato il commento del dipietrista Massimo Donadi, che al “sic transit gloria mundi” scandito dal Cavaliere alla notizia della morte di Gheddafi, ha voluto rispondere nella stessa lingua: “Un consiglio a Berlusconi: ‘sapiens ut loquatur multo prius consideret’. Significa che un uomo saggio, prima di parlare, deve prima pensare molto. Evidentemente – ha spiegato il capogruppo dell’Idv alla Camera – la saggezza oggi ha fatto difetto al presidente del Consiglio, che per commentare l’uccisione di Gheddafi ha detto ‘sic transit gloria mundi‘. Cosa c’entri la gloria con Gheddafi, con uno spietato dittatore, non lo abbiamo capito. Berlusconi dovrebbe ricordarsi, ogni tanto almeno, di rappresentare gli italiani e riflettere sul peso che le sue parole hanno all’estero. Dovrebbe parlare ‘cum grano salis‘ e talvolta – ha affondato Donadi – non parlare affatto”.

Meglio un processo – Di tutt’altra natura il commento di Emma Bonino: “Gheddafi non si meritava la ‘bella morte’ in battaglia ma – ha scritto in una nota la radicale – un ‘bel processo’ da imputato, un processo equo da parte di un tribunale indipendente e condotto nel pieno rispetto di quei diritti umani che egli ha negato a decine di migliaia di libici durante il suo regime sanguinario. Questa, e non l’ennesimo bagno di sangue al quale abbiamo dovuto assistere – ha osservato la Bonino –  sarebbe stata ‘una grande vittoria del popolo libico’, come da più parti si sente dire”.

Verso la democrazia – Cauta, infine, la dichiarazione del leader del Pd, Pier Luigi Bersani: “Il sangue non si festeggia mai – ha detto questo pomeriggio – è morto Gheddafi, sono morti tantissimi libici, in una vicenda che negli anni scorsi aveva preso il sapore della commedia e invece si è visto che era una tragedia. Ma ora bisogna che tanto sangue generi democrazia, libertà, amicizia tra i popoli del Mediterraneo”.

Maria Saporito