Pd: Renzi verso le primarie

Il leader dei rottamatori democratici, Matteo Renzi, ha ieri vuotato il sacco. Lo ha fatto nel corso della trasmissione televisiva Agorà su Rai 3 quando il giornalista Filippo Facci lo ha incalzato sulla possibilità di candidarsi alle prossime primarie del partito. “Il Pd – ha spiegato il sindaco di Firenze – deve avere il coraggio di far correre chiunque abbia delle idee“. E ancora: “Con gli altri ragazzi under 40 (i rottamatori appunto, ndr) decideremo se sarò io o un altro”, ha aggiunto.

Un rottamatore alle primarie – Il primo cittadino di Firenze, Matteo Renzi, ha guadagnato ormai da tempo la ribalta mediatica. La sua baldanza politica – strutturata su un formulario nuovo, che tenta di sfuggire al politichese più polveroso – ha conquistato perfino il premier Silvio Berlusconi, che ha più volte riconosciuto al giovane democratico capacità comunicative non indifferenti. Non stupisce, dunque, che il rottamatore del Pd abbia maturato negli anni una sicurezza che lo ha spinto a muovere passi importanti all’interno del suo schieramento. E dopo i continui messaggi (per nulla velati) ai dirigenti del Pd di lasciare spazio ai più giovani, ha ieri annunciato l’intenzione di partecipare alle prossime primarie democratiche.

Spazio alle idee – “Io credo che il Pd dovrebbe avere il coraggio di fare le primarie consentendo non soltanto al segretario di correre, ma a chi ha delle idee – ha iniziato Renzi nello studio di Agorà – Le primarie non sono un concorso di bellezza e non devono puntare su un manifesto con un faccione, ma sulle idee”. Di più: “Se ci saranno le primarie – ha continuato il sindaco di Firenze – io con gli altri ragazzi under 40 del Pd decideremo chi candidare, ma ci saremo. Dobbiamo decidere se sarò io o un altro”. Tanto quanto basta a far comprendere a tutti i presenti in studio (e ai telespettatori) che il capo dei rottamatori non rinuncerà tanto facilmente alla ghiotta occasione .

Il casino da risolvere – “Io credo che quelli della generazione precedente abbiano già dato –  ha continuato il democratico rimarcando ciò che ha più volte detto – Adesso tocca a una nuova generazione. Chi ha fatto il casino non può essere quello che lo risolve e non è un fatto anagrafico perché ci sono giovani di 80 anni e vecchi di 20, ma se stai in Parlamento da 25 anni quello che potevi fare lo hai già fatto. Adesso – ha concluso il sindaco di Firenze – bisogna fare spazio agli altri”.

Maria Saporito