Riparte il processo per la morte di Michael Jackson

L’esperto di Propofol – E’ ripreso ieri il processo contro il dottor Conrad Murray, il medico personale della pop star Michael Jackson, accusato di essere la cusa della morte del cantante. Ieri è stato interpellato l’ultimo testimone dei procuratori, cioé il dottor Steven Shafer, uno specialista del Propofol (vent’anni fa è stato infatti chiamato dall’azienza che produce l’anestetico per srtudiarne i dosaggi adeguati). Il Propofol è l’anestetico che avrebbe causato la morte di Jackson, ma l’accusa e la difesa si dividono su chi sia il responsabile della sbagliata somministrazione (per l’accusa, sarebbe stato il dottor Murray, mentre per la difesa sarebbe stato lo stesso Jackson a somministrarsi il Propofol mentre il medico era assente dalla stanza occupata dal cantante).

Il processo – La testimonianza del dottor Shafer, però, sferra un decisivo attacco alla difesa. L’esperto ha infatti dichiarato come la quantità di Propofol acquistata da Murray in vista del tour di Jackson (15 litri) fosse spropositata  per un solo uomo e come la somministrazione dell’anestetico debba essere fatta con apposite procedure che il medico della popstar non avrebbe affatto rispettato. Shafer ha anche asserito che la prestazione medica del dottore sia da ritenere “incosciente“. Domani, 21 ottobre, sarà il momento della risposta della difesa di Murray cercare di dimostrare la non colpevolezza del loro assistito. Se Murray dovesse essere condannato per omicidio involontario rischierebbe fino a 4 anni di carcere.

Sara Bricchi