Stracquadanio (PDL): Maroni voleva scontri per colpire Berlusconi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:37

Non si placa la polemica politica intorno agli scontri che hanno caratterizzato la manifestazione degli indignados di sabato scorso e, anzi, si allarga adesso anche la maggioranza, dove il “pasdaran” di Berlusconi Giorgio Stracquadanio ha attaccato con forza la gestione dell’ordine pubblico pianificata dal ministro dell’Interno Roberto Maroni, accusato di aver voluto utilizzare le devastazioni dei black bloc per fini politici.

“Maroni incapace per far cadere il Governo” – “Sugli scontri a Roma Maroni è stato incapace, ha sottovalutato il problema. – ha spiegato il deputato del Popolo delle Libertà Stracquadanio, intervenendo al programma radiofonico di Radio 24 “La Zanzara” – Forse voleva far cadere il governo, anche perchè il suo legame con il governo ora è più basso“.
“Non è normale che nella giornata di sabato Maroni fosse a Varese, visto cosa era annunciato. E’ grave. – ha continuato – Se fossimo stati negli anni ’70 e il ministro degli interni si fosse chiamato Francesco Cossiga e fosse successo quello che è successo a Roma, noi ci troveremmo oggi nella stessa situazione politico parlamentare? Se il ministro degli Interni fosse stato un altro e fosse stato berlusconiano, oggi avremmo avuto il parlamento bloccato“.

Contro Maroni un euro per la democrazia – La FIOM, intanto, ha annunciato per bocca del segretario generale Maurizio Landini che la manifestazione prevista domani in occasione dello sciopero dei metalmeccanici FIAT e Fincantieri si terrà in Piazza del Popolo.
Landini è anche tornato a criticare le ultime dichiarazioni del ministro dell’Interno, lanciando una campagna per la democrazia e il diritto a manifestare e contro la tassa sui cortei paventata da Maroni.
“Vogliamo usare la piazza per lanciare un’altra idea: faremo una sottoscrizione di un euro, lanciamo l’idea di ‘Un euro per la democrazia’, per il diritto di manifestare. – ha spiegato Landini – Considero necessario che ci sia una reazione a quanto avvenuto, impedire cortei anche fuori dal centro dimostra che siamo davanti ad una scelta non accettabile, che dice che non ci sono le condizioni per poter manifestare. Questo non è un problema solo sindacale. Ad atti di violenza non si risponde restringendo spazi, ma all’opposto“.

Mattia Nesti

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