Cina: è morta la bimba investita nel mercato di Foshan

E’ morta oggi Yueye, la bimba cinese investita lo scorso 13 ottobre in un mercato di Foshan, nella provincia sud orientale del Guangdong. Lo hanno reso noto questa mattina i medici dell’ospedale in cui era stata ricoverata e si trovava in terapia intensiva ormai da diversi giorni.

L’indifferenza dei passanti – Le condizioni della bambina, di soli due anni, erano apparse subito molto gravi, a causa delle diverse fratture e delle ferite riportate dalla piccola soprattutto alla testa. A nulla, dunque, sono valsi gli sforzi dei medici che l’hanno soccorsa e quest’oggi, tra l’indignazione generale, la piccola è deceduta. Il video, che riprendeva l’incidente in cui la bambina veniva investita, aveva fatto, nei giorni scorsi, il giro del mondo, suscitando polemiche per l’apatia e l’indifferenza dimostrata dagli abitanti della cittadina cinese. La bimba, investita da un furgone bianco, non era stata immediatamente soccorsa dal conducente del mezzo, il quale, addirittura, era ripartito, schiacciando di nuovo, con la ruota posteriore, le gambe della piccola. La bambina veniva lasciata al suolo in una pozza di sangue, tra la noncuranza dei passanti che, insensibili, continuavano a transitare lungo la stradina, stando ben attenti a scansare il piccolo corpo. Tutti, tranne uno, che, per disinteresse o disattenzione, aveva investito di nuovo la piccola. E ancora, nessuno si era fermato per prestarle soccorso. Dopo qualche minuto, una donna, con aria stranita, si era avvicinata alla bambina, limitandosi, però, a trascinarla al lato della strada, per poi allontanarsi. La piccola verrà seriamente soccorsa e portata in ospedale solo una decina di minuti dopo l’incidente, ma, purtroppo, le sue condizioni saranno già talmente compromesse da indurre i medici a sottoporla a terapia intensiva e ad emettere una prognosi riservata. La polizia cinese, nell’immediatezza del fatto, aveva dichiarato di aver arrestato i due autisti: un provvedimento blando, se si considera che tutte le persone presenti in quel mercato, per non essere intervenute e non averla soccorsa, potrebbero essere considerate quantomeno complici dell’omicidio della piccola Yueye. “Umani disumani”: contro di loro, purtroppo, non c’è legge che tenga.

Francesca Theodosiu