Google e Android conquistano il mercato degli smartphone

Google e Android. Con l’acquisto di Android, nel 2005, Google ha messo a segno un colpo veramente magistrale. La piattaforma per sistemi mobili, infatti, ricopre oggi il 40% del mercato mondiale dei “cellulari intelligenti” e il trend non sembra destinato a diminuire, mentre Windows, imperatore sull’orlo dell’affanno nel campo dei telefonini, annaspa lontano anni luce in un tristissimo 4%. A decretare il successo planetario del robottino sono soprattutto i mercati asiatici. Tra i produttori nel settore degli smartphone, a sedere sul trono con un lusinghiero 19% è senz’altro Apple che,  dopo la scomparsa del genio di Jobs, ha visto il suo iPhone4s  schizzare al vertice delle classifiche di vendita con un milione di prenotazioni nel giro delle prime 24 ora. Un indubbio omaggio alla memoria del suo creatore ma anche, cinico a dirlo, un ritorno economico e d’immagine non indifferente.

 Samsung a ruota. Al secondo posto tra i produttori troviamo Samsung (17%) che vanta nel primo quadrimestre di quest’anno una crescita del 421%  grazie al suo gioiello, il Galaxy S II. Sebbene gli analisti prevedano per il futuro un boom dei cellulari Nokia, il colosso finlandese continua a segnare il passo riuscendo a proteggere la reputazione di indubbia affidabilità ed economicità dei suoi prodotti (hardware più che software) e il primato a livello mondiale di tutti i dispositivi cellulari. Nel frattempo lavora a un nuovo sistema operativo, chiamato Meltemi, con l’intenzione di sostituirlo all’attuale Symbian. In realtà la partnership con Windows non sembra portare a Nokia grandi giovamenti: già all’annuncio della collaborazione, l’11 febbraio di quest’anno, i titoli della ditta finlandese hanno subito un calo di oltre l’11%. L’evoluzione nel campo della tecnica (e non solo nelle sorti economiche delle grandi aziende) è velocissima e ci si trova spesso davanti a veri e propri paradossi. Un esempio? L’acquisizione da parte di Google della Motorola Mobility, oltre che di circa 17mila brevetti, rischia di porre i costruttori  ad avere Google come partner nel sistema operativo e nello stesso tempo come avversario tra i produttori.

 

Rossana Prezioso