Italia, principessa o Cenerentola d’Europa?

Calcio italiano- Non succedeva da anni. Se i gironi di Champions League si chiudessero oggi, avremmo tre squadre italiane già qualificate. Il Milan è in testa a pari punti con gli extraterrestri del Barcellona a cui Allegri, dopo la vittoria contro il Bate Borisov, ha lanciato la sfida: “Vogliamo il primo posto” ha dichiarato. L’Inter, seppur con qualche difficoltà iniziale legata al periodo di Gasperini, si sta confermando leader di un girone più che abbordabile. Ma ciò che sta realmente stupendo tutti sono le prestazioni europee degli uomini di Mazzarri – finora imbattuti in quello che  è certamente il gruppo più difficile di tutta la competizione – che li vedono secondi dietro il Bayern Monaco e davanti il City milionario di Mancini.  Questo trend positivo è stato poi confermato anche in Europa League dall’Udinese, nella serata di giovedì, che ha battuto per 2-0 l’Atletico Madrid. Unico neo: la Lazio. La squadra capitolina non è riuscita a vincere contro gli svizzeri dello Zurigo e continua a dimostrarsi impalpabile lontana dagli impegni del weekend.

Cenerentola – E la crisi? Verrebbe da chiedersi. Da qualche anno il calcio italiano sembra aver ceduto il passo ai colleghi inglesi e spagnoli e la Serie A, un tempo punto d’approdo di giovani promesse e talenti affermati, è diventata terra di passaggio per campioni che preferiscono militare in campionati stranieri. Vuoi la pressione fiscale insostenibile, vuoi anche la mancata progettazione a lungo termine delle nostre società di calcio che hanno trascurato gli investimenti per nuovi impianti sportivi o per una valorizzazione adeguata del settore giovanile, si è arrivati in quest’ultimo decennio a recitare il ruolo di Cenerentola d’Europa. Il culmine lo si raggiungerà a fine stagione quando, anziché quattro, accederanno solo tre squadre in Champions League. E Galliani in proposito ha ammonito: “Presto il calcio italiano perderà nuove posizioni nel ranking. Nel giro di un anno la Francia potrà superarci e di questo passo rischiamo il sorpasso del Portogallo entro due anni”.

L’analisi – Ma nel calcio, si sa, contano i risultati. Gli animi dei tifosi mutano di settimana in settimana e occorre non seguire queste correnti avventizie e tracciare un’analisi più luci. Il gap da colmare è ancora tanto, ma alcuni club sembrano aver intrapreso la giusta strada. Si pensi alla Juventus che ha puntato molto sulla realizzazione del nuovo stadio, all’Udinese, da anni fucina instancabile di campioni e persino alla nostra Nazionale che ha trovato in Cesare Prandelli l’uomo giusto per il rilancio e il rinnovamento. Si spera quindi che lo stivale un po’ appannato riacquisisca il lustro dei decenni passati e che risultati prestigiosi non siano solo eventi isolati ma piccoli tasselli di un percorso continuativo di crescita.

 

Gianluca Purgatorio