MotoGP, Malesia: libere a Pedrosa. Rossi issa bandiera bianca

MotoGP, fulmine Pedrosa – La scorsa settimana sembrava aver deciso di lasciare tutti gli onori al compagno di squadra, evitando di dare eccessivamente fastidio ed addirittura mancando il podio. Un week-end decisamente sotto tono per i suoi standard, finchè il circus del motomondiale non è approdato nella calda Sepang. Si scende in pista e lo spagnolo ritrova in un colpo la prestazione, piazzandosi davanti a tutti nelle libere rifilando un distacco di ben otto decimi ad un Stoner fresco bi-campione del mondo. Dani ha sempre apprezzato i sali-scendi della Malesia ed unito ad il suo stile di guida preciso ed impeccabile si crea una performance davvero incredibile. Casey è secondo, non proprio felicissimo ma comunque pronto alla battaglia. Il primo obbiettivo è quello di ridurre il gap dal primo, magari riuscendo a far derapare la sua RC212V “tagliando” le curve proprio come vorrebbe lui. C’è ancora tempo per costruire il giusto set-up.

Bene Aoyama, assente Lorenzo  – Inseguono (ancora una volta) i due italiani. Dovizioso e Simoncelli sono terzi e quarti, si veloci ma già lontani un secondo e mezzo dalla vetta. Andrea cerca di capire il segreto di Pedrosa nel riuscire ad essere così tanto efficace in accelerazione mentre Marco non si sente a suo agio in frenata e, sopratutto, battaglia con la pazzesca umidità che toglie forza e concentrazione. I test di febbraio avevano disegnato un Sic leader e velocissimo, mentre adesso qualcosa è cambiato a cominciare dall’asfalto, peggiorato in quest’ultimi mesi. Sorprende in positivo Hiroshi Aoyama, partente verso la SBK con il team Honda Ten Kate e oggi addirittura quinto proprio dietro al capelluto collega. Molto bene anche Edwards, sesto e primo dei piloti Yamaha (complice anche l’assenza di Lorenzo, fermato dai postumi dell’operazione alla falange del quarto dito).

Lavoro tutto inutile – E le Ducati? De Puniet è il migliore con l’ottavo tempo, ancora una volta dietro alla Suzuki di Bautista. Poi abbiamo Abraham decimo davanti all’ufficiale Hayden e il buon vecchio Capirossi a precedere un sconsolato Valentino Rossi, abbonato alla tredicesima casella. Per la prima volta in questa stagione si possono fare dei riscontri con le prove invernale, ed il risultato ha dell’incredibile: “Quasi niente è cambiato” ammette ValeNon siamo migliorati in niente, siamo più o meno allo stesso livello. Solo il cambio va meglio, sono più veloce in accelerazione. Non sono più convinto che la strada che abbiamo scelto di seguire sia quella giusta. Quello che è certo è che il problema non è nel materiale in cui è costruito il telaio, alluminio o carbonio” Un anno di prove, tentativi e speranze per poi capire che niente è servito. La crisi continua e l’umore nel box numero 46 è più cupo che mai. Sarà un’altra gara di sofferenza. E difficilmente arriverà il miracolo in vista 2012.

Riccardo Cangini