Processo Jackson: si aggrava la posizione del dottor Murray

Accusa di omicidio colposo – Il processo Jackson per la morte del Re del Pop è ripartito ieri su ordine del Giudice Michael Pastor di Los Angeles e l’accusa ha affondato il suo colpo sul medico Conrad Murray. Il medico, che teneva in cura Michael Jackson al momento della sua morte, è l’unico imputato per l’omicidio colposo del Re del pop. Le nuove accuse mosse a suo carico dai legali della famiglia Jackson rendono ancora più difficile e vacillante la sua posizione rispetto al caso. L’accusa, dopo aver mostrato le foto shock della scientifica sull’autopsia fatta al cadavere del cantante e fatto ascoltare gli audio che dimostrerebbero in maniera inconfutabile le responsabilità di Conrad Murray, ha deciso di far salire sul banco degli imputati come testimone il dottor Steven Shafer. Shafer è uno dei maggiori conoscitori al mondo del famigerato anestetico Propofol, quello che ha condotto Jackson alla morte prematura, essendo lui lo specialista che fu assunto circa vent’anni fa dalla società produttrice del farmaco per regolarne il corretto dosaggio e la corretta somministrazione.

Testimone chiave –Una singolare e incosciente mancanza di cura” – è così che Shafer ha definito il trattamento che Conrad Murray ha riservato al Re del pop. Molti sono stati gli errori e le mancanze che secondo Shafer avrebbe commesso il dottor Murray nei confronti del suo paziente: dall’acquisto di una dose massiccia e spropositata di medicinale (15 litri di Propofol per far fronte a tutte le tappe del tour a cui si preparava Michael Jackson), alla mancata registrazione delle quantità del farmaco somministrata nel tempo al cantante, fino alla sua assenza nel momento in cui la pop star era sotto l’effetto del farmaco stesso. Shafer infatti poco prima aveva descritto il metodo di somministrazione che prevede l’iniezione del farmaco tramite un’apposita pompa per evitare overdosi.

La parola alla difesa – Murray dovrà così rispondere alle accuse e i suoi legali sono impegnati a trovare elementi che possano dimostrare la sua non colpevolezza. Oggi sarà il giorno in cui il medico ei suoi legali proveranno a respingere le accuse, avanzando testimoni o elementi per dimostrare la sua mancanza di responsabilità nella morte di Michael Jackson.  Se alla fine del processo Murray dovesse essere dichiarato colpevole di omicidio involontario, rischierebbe fino a 4 anni di reclusione.

Maria Rosa Tamborrino