Veltroniani contro Bersani: il PD sembra Rifondazione

“Non so se è chiaro ma su questi temi ci stiamo giocando la sopravvivenza stessa del nostro partito”.
Non poteva essere più chiaro Stefano Ceccanti, deputato democratico e fedelissimo di Walter Veltroni, nel portare l’affondo alla linea del segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani che, negli ultimi tempi, deve fare i conti con una minoranza interna sempre più eterogenea ma al tempo stesso compatta nell’osteggiare la “svolta a sinistra” del partito.

“Bersani parla come Ferrero e Vendola” – La decisione di Walter Veltroni di far scoprire i suoi fedelissimi nell’attacco al segretario, per altro a un paio di settimane dalla manifestazione nazionale del PD del 5 novembre, sarebbe da ricondurre alle ultime esternazioni sulla crisi e in materia di lavoro, che avrebbero fatto rabbrividire l’area moderata vicina a Confindustria, alla Cisl e campo popolare europeo.
“Il segretario del nostro partito – ha scritto ieri sulle pagine de “Il Foglio” Giorgio Tonini, braccio destro di Veltroni – su molti, forse troppi, temi non ha ancora fatto capire con chi sta. Sta con la Bce o contro la Bce? Con gli indignados o contro gli indignados? Con Draghi o contro Draghi? Con l’Europa che ci chiede riforme sul mercato del lavoro o contro l’Europa che ci chiede quelle riforme? L’idea che le interviste dei nostri responsabili economici coincidano con quelle dei leader alla Nichi Vendola e alla Paolo Ferrero, e che il Pd continui a dire di essere terrorizzato da queste fantomatiche ‘tecnocrazie liberiste europee’, scusate ma non la trovo rassicurante”.

Fassina in piazza con la FIOM – Tirato per la giacchetta da Tonini, il responsabile Economia e Lavoro del Partito Democratico Stefano Fassina non si è scomposto, lasciando cadere – almeno pubblicamente – le accuse dei veltroniani e confermando la sua presenza questa mattina a Piazza del Popolo in occasione dello sciopero Fiat e Fincantieri convocato dalla FIOM.
Una decisione destinata ad acuire ancora la tensione con l’area moderata del partito, legata a doppio filo alla Cisl, il sindacato cattolico di Bonanni che da tempo ha sposato la linea degli accordi separati volti ad escludere la FIOM e la Cgil.

Mattia Nesti