Biocarburanti da coltivazioni nei deserti e negli oceani

Fine del petrolio. Quando il petrolio sarà finito continueremo senza problemi il nostro stile di vita. Come? Grazie alle nuove tecniche per la produzione di biocarburanti. Queste le parole di Robert Laughlin, premio Nobel per la fisica, docente all’università di Stanford nel centro della Silicon Valley.

La benzian di domani. Le recenti (e molte) polemiche circa l’uso di sostanze edibili sacrificate per produrre carburante anziché cibo, ha portato i ricercatori a elaborare nuove fonti per la creazione  della benzina di domani. Inizialmente si era pensato all’utilizzo del materiale di scarto della lavorazione dei cereali, poi alle alghe, successivamente allo sfruttamento del mais OGM ma oltre il problema degli altissimi costi di fabbricazione, c’è anche lo svantaggio di dover usare nel processo di produzione, combustibili fossili in grande quantità eliminando quindi il vantaggio. Senza contare che per la coltivazione della materia prima necessitano ampi spazi di terreno agricolo che, in tal modo verrebbe sottratto allo sfruttamento per il consumo umano (non dimentichiamoci che nel solo corno d’Africa la carestia colpisce 12 milioni di persone). Per la precisione l’intera superficie delle terre arabili degli interi Stati Uniti non sarebbe sufficiente a coprire il fabbisogno.

Il premio Nobel. Secondo il premio Nobel è impensabile sfruttare solo energie alternative e rinnovabili mantenendo lo stesso stile di vita, né sarà possibile usare in toto il nucleare per problemi sociali (solo parte dell’opinione pubblica lo accetterebbe e solo dopo aver constatato che i prezzi dei combustibili saranno troppo alti). Come fare allora? Semplice: aumentando le superfici coltivabili o meglio adattando le nuove zone alla produzione di materia prima per la fabbricazione di carburante. Oceani e deserti saranno la nuova frontiera della biocombustione.Per molti altri, invece, la via più semplice per tutti, pianeta Terra in primis ed essere umano compreso, sarebbe quella di modificare il nostro stile di vita, rallentandolo, in modo da riscoprire veramente il valore e il piacere dell’esistenza in sé e del mondo meraviglioso che ci circonda. Ma, dal momento che evidentemente nessuno vuole riprogrammare la sua vita, né dare il buon esempio, nemmeno in periodo di crisi, bisogna trovare altre scappatoie. Ma per quanto tempo ancora?

 

Rossana Prezioso