MotoGP, gli amici/rivali ricordano Simoncelli. Cercando forze e perchè

MotoGP, l’impossibile è accaduto – Siamo ancora tutti sconvolti. Il silenzio è sceso a Sepang dopo quella terribile notizia e la notte sta trascorrendo in una atmosfera quasi surreale. Alcuni tecnici smontano i propri box e materiale per andare via il prima possibile, tutto intorno una palpabile tristezza, l’immensa tristezza che vede unito l’intero mondo del motomondiale. Del motorsport in generale ancora scosso dalla scomparsa di Dan Wheldon, pilota IndyCar. Molti hanno rilasciato qualche dichiarazione in onore del povero Sic e per, in qualche modo, esprimere il proprio cordoglio ad amici e parenti, straziati da un dolore per adesso troppo forte da essere spiegato. Ci ha provato Andrea Dovizioso, suo rivale per eccellenza sin da quando erano bambini con le mini-moto ed oggi incredulo per quanto successo: “Assistere a un incidente come quello di oggi mi lascia esterrefatto, mi sembra impossibile

Semplici uomini –Penso alla famiglia di Marco e tutte le persone a lui vicine, in particolare il papà e la mamma. Anch’io sono padre, ho una figlia e quello che è successo penso sia la cosa più dura. Ho rivisto le immagini della caduta. Quello che è successo mi destabilizza. Provo a rivivere quello che si prova quando si spinge forte in gara e la tragedia è dietro l’angolo. Sono molto rattristato per la perdita di Marco. Era un pilota forte, ha sempre spinto tanto. Corriamo insieme da quando siamo bambini. L’ho sempre visto correre dando il massimo, l’ho visto cadere tante volte senza farsi male, quasi fosse invulnerabile” La stessa cosa che noi spettatori crediamo ogni volta che un centauro cade in pista. Voli incredibili, spaventi ma poi il lieto fine arriva quasi sempre. Quasi però, perché una percentuale di rischio esiste ed esisterà. Oggi i piloti sono ritornati improvvisamente uomini, e noi tutti non eravamo preparati a ciò. Non si può mai esserlo.

Presa di coscienza – Grande forza di Mattia Pasini, uno delle persone più vicine a Simoncelli nel paddock nonché amico di lunga data: “Tutte le nostre avventure, battaglie sin da quando eravamo bimbi, bimbi con un sogno. Sono convinto che te ne sei andato facendo quello che amavi, ma questo non serve a riempire il vuoto che ci hai lasciato. Sto riflettendo se realmente ne vale la pena, fare sacrifici, rischiare la pelle, dedicare tutta la vita per rimanere un ricordo. Sappi però che se andrò avanti per inseguire quel sogno, lo farò per te” Già, se ne vale la pena. Un quesito che giustamente affiora, un esame intimo per cercare risposte intime e vere. Per rimettersi in piede, magari indossando ancora casco e tuta. Anche Valentino, adesso, si domanderà se vale la pena sfrecciare nelle piste di mezzo mondo. Il suo silenzio dice tante cose. L’assoluta tristezza nell’aver perso un vero amico, il senso di colpa nell’essere stato lì, in quel maledetto incidente, con la propria moto che colpisce con cieca violenza. E’ dannatamente dura. Mentre la notte continua a passare fredda e silenziosa.   

Riccardo Cangini