Berlusconi attacca le “pornotoghe”: Sono un uomo di fede, mai commessi atti blasfemi

Spuntano ancora anticipazioni sul libro di Bruno Vespa in uscita a fine novembre.  Il libro, Questo amore, raccoglie delle interviste rilasciate dal premier Silvio Berlusconi al giornalista e conduttore di Porta a porta. In alcuni passi in anteprima viene dato largo spazio ai sentimenti cattolici del Cavaliere, con relativo collegamento al bunga bunga e “alle invenzioni e alle calunnie dei pornogiornalisti e dei pornomagistrati”. Insomma, una sorta di rivisitazione dello scandalo Ruby, rivisto da Silvio Berlusconi, trascritto da Bruno Vespa.

Berlusconi e la religione – “Vivere la religiosità per me – dice il Cavaliere – non significa solo avere una chiesa nella casa di Arcore, in cui si sono celebrati matrimoni, funerali e battesimi di miei congiunti, né sentirsi al sicuro per le preghiere di otto zie suore di Maria Consolatrice. No, è anche altro: Le mie radici si saldano in quei valori cristiani e quindi umani con i quali sono cresciuto in famiglia e nell’ambiente ecclesiale della scuola salesiana, e che poi ho trasmesso ai miei figli. Valori preziosi che non sono per me negoziabili. Figuriamoci, dunque, se posso permettere che in casa mia si compiano atti blasfemi”. Questa dichiarazione, trascritta nelle pagine del libro di Vespa, cozza completamente con alcune rivelazioni ed indiscrezioni che hanno fatto diverse ragazze che hanno partecipato alle serate a casa del Premier. Le escort hanno raccontato di un Berlusconi che durante quelle serate mostrava tutta la sua “religiosità” strofinando il crocifisso tra i seni di Nicole Minetti, sua ex igienista dentale, ora consigliera regionale della Lombardia. La Minetti (indagata al momento nel caso Ruby, accusata di favoreggiamento alla prostituzione minorile) spesso era travestita da suora, per fare piacere al religioso Premier, pronto per il bunga-bunga. E proprio a proposito di queste dichiarazioni, Silvio Berlusconi non perde occasione per dare una sua versione dei fatti: “Quando qualcuna delle mie ospiti diceva: dopo cena facciamo un po’ di bunga-bunga si riferiva a fare quattro salti. A cui io, peraltro, non partecipavo a causa di un antico e sempre rispettato fioretto”. Il Premier dunque è un uomo da fioretti; ed è lui stesso ad affermarlo.

I tre fioretti del presidente del Consiglio –  “Non fumo da quando riuscii a salvare la mia prima avventura imprenditoriale da una fine non gloriosa. Non gioco da quando mi esposi al rischio di una pessima figura pretendendo, da dilettante, di potermi confrontare con un professionista delle tre carte. Non ballo da quando ne feci promessa se una mia amica, che rischiava di morire, si fosse salvata”.

Maria Rosa Tamborrino