Frattini: ”Non si può mettere in ridicolo l’Italia”

Durante il vertice dei Capi di Stato e di governo dell’Unione europea, svoltosi ieri a Bruxeless, l’Italia ne è stata protagonista, ma non solo per la situazione economica, della quale la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Nicolas Sarkozy e Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo hanno dichiarato di essere preoccupati, ma per le risatine che una domanda sull’Italia ha suscitato in sala stampa. Dopo il summit, nel corso della conferenza stampa, sollecitati da un giornalista che li interrogava sull’attendibilità italiana, i due leader europei, Merkel e Sarkozy, si sono scambiati sguardi complici e un sorriso di compiacimento, che ha innescato, in un effetto domino, le risate della sala stampa. Il video del misfatto ha fatto il giro del web e in poco tempo è stato visto e condiviso da migliaia di utenti e soprattutto da quanti hanno visto nel gesto di scherno franco- tedesco, l’esemplificazione della situazione italiana e da quanti hanno provato una sensazione di velato piacere nel vedere irriso il premier, prima che l’Italia.

Le reazioni. Non si sono fatte attendere le reazioni, da incidente diplomatico. Il ministro degli Esteri Frattini ha detto: ”Non si può tentare di mettere in ridicolo l’Italia per una questione del genere” e, lanciando una frecciatina al presidente francese, ha continuato: ”Probabilmente Sarkozy aveva in mente la questione Bini Smaghi, era turbato dal fatto che la poltrona ancora non fosse libera, ma questa è un’altra questione”. Sulla falsariga, il premier si è limitato a commentare: ”Se l’è presa per Bini Smaghi”. Anche il leader dell‘Udc Casini ha declinato negativamente il comportamento di Merkel e Sarkozy, dicendo: ”Nessuno è autorizzato a ridicolizzare l’Italia, neanche di fronte agli evidenti e imbarazzanti ritardi con cui il governo Berlusconi affronta la crisi”. A mitigare gli animi è intervenuto il portavoce tedesco Steffen Seibert, che da Berlino ha chiarito: ”La Germania ha grande fiducia nella conduzione italiana della crisi dell’euro”.