Lo squalo: una meraviglia da salvare

Vittima di film che ne accusavano ingiustamente la ferocia, protagonista di una campagna che denuncia gli attacchi a surfisti e bagnanti, lo squalo è ormai sulla via dell’estinzione. L’ultimo rapporto Iucn (Unione Mondiale Conservazione della Natura) indica che il 42% delle specie presenti nel Mediterraneo è a rischio a causa della pesca sia professionale che “sportiva”.

Il vero pericolo è l’uomo. Perciò, mentre l’opinione pubblica è convinta che lo squalo sia un pericolo per surfisti e bagnanti, nella realtà dei fatti è vero il contrario: è l’essere umano che sta distruggendo la popolazione di questi stupendi animali. Da chiarire prima di tutto che nessuna specie di squalo si nutre di carne umana, nemmeno il famigerato squalo bianco, cui si attribuiscono le aggressioni presenti nelle pagine di cronaca: si tratta di “errori di valutazione”. In pratica lo squalo bianco non possiede una grande vista e scambia l’essere umano per una preda ma quando la “assaggia”  si accorge dello sbaglio e, letteralmente, la sputa. A dimostrazione di ciò il fatto che, le ferite delle vittime e dei sopravvissuti si riducono a un solo morso.

Le vittime raccontano. Il biologo marino Mike deGruy, 57anni, vittima di un attacco di squali racconta: “Mi hanno solo assaggiato e devono aver deciso che avevo un sapore da schifo”.

Il finning. Meraviglie dell’evoluzione, questi pesci sono vittime, tra le altre cose, delle reti da pesca, nelle quali muoiono dopo giorni di agonia anche delfini e pesci spada, e dell’abominevole pratica del finning, cioè l’asportazione delle pinne, mentre il resto della carcassa viene ributtata in mare mentre l’animale è  ancora vivo ma, incapace di nuotare, cade sul fondo tra atroci sofferenze  e,  agonizzante,viene divorato da altri animali.

I numeri. Ora facciamo 2 calcoli: negli ultimi 100 anni si sono verificati poco più di una ventina di attacchi da parte degli squali contro l’uomo (dati del 2007), mentre i numeri delle vittime del finning ammontano a 100 milioni l’anno. Chi è la vera bestia feroce?

Rossana Prezioso