Merkel e Sarkozy ridono di Berlusconi: il Presidente Gaffeur

La risata. «Il premier italiano vi ha rassicurato sui provvedimenti che prenderà il suo governo?». Di fronte alla domanda fatta da una giornalista al termine del vertice UE tenuto a Bruxelles e finalizzato ad attivare le misure anti-crisi in Europa, la Merkel e Sarkozy hanno risposto, prima, con un silenzioso imbarazzo e, poi, con un sorriso liberatorio. La Cancelliera tedesca, come un’alunna impreparata, si è girata verso il “compagno di banco” Sarkozy che, sulle prime, ha volto verso l’alto uno sguardo tra il perplesso e il  preoccupato, come alla ricerca di una risposta. Subito però, i loro sguardi si sono incrociati e i due “compagni” non hanno potuto fare a meno di sorridere, provocando il riso anche nei giornalisti presenti alla conferenza stampa. La risposta del presidente francese è arrivata un attimo dopo: «Abbiamo fiducia nel senso di responsabilità dell’insieme delle autorità italiane, politiche, finanziarie ed economiche».

Il barzellettiere. La reazione della Merkel e di Sarkozy potrebbe essere incomprensibile se non si tenesse conto, da un lato, della situazione disastrosa in cui oggi versa l’Italia da un punto di vista economico e, dall’altro,  dei diversi episodi che hanno caratterizzato la figura del nostro presidente del Consiglio in questi anni all’estero. Nei lunghi anni della sua presidenza, diverse sue dichiarazioni “bizzarre” gli hanno conferito la fama di gaffeur. Ricordiamone alcune.

“Povere” donne. Da ultima, si può ricordare la battuta fatta, durante un incontro con alcuni esponenti del Partito, a proposito del cambio di nome del PdL in Forza Gnocca. Appena un mese prima, secondo un articolo de Il Fatto Quotidiano, in un’intercettazione telefonica Berlusconi avrebbe definito Angela Merkel una «culona inchiavabile». Dello stesso stile la battuta fatta dal Cavaliere nel 2005 quando disse di aver «rispolverato tutte le arti da playboy» per convincere Tarja Halonen, capo di Stato finlandese,  a ritirare la candidatura di Helsinki a sede dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare in favore di Parma. La “burla” ebbe ripercussioni sul piano diplomatico. Ultimamente, della Bindi “nostrana”, il Presidente ha detto, provocatoriamente, «è più bella che intelligente».

Gaffes “letali”. Due anni fa, il Cavaliere affermò: «Di me hanno detto di tutto i signori della sinistra, (…) che sono come quel dittatore argentino che faceva fuori i suoi oppositori portandoli in aereo con un pallone, poi apriva lo sportello e diceva: “C’è una bella giornata, andate fuori un po’ a giocare”. Fa ridere ma è drammatico». Difronte alla “battuta” di Berlusconi, il Ministero degli esteri argentino espresse «la profonda preoccupazione» per le frasi, del tutto fuori luogo, che rimandavano ai tragici voli della morte. Appena un anno prima, durante una conferenza stampa con Putin, alla domanda di una cronista al presidente russo circa una sua supposta relazione extra-coniugale, Berlusconi rispose mimando un mitra che la sparava. Il gesto fu criticato in Italia a causa dei molteplici casi di giornalisti assassinati in Russia.

Offese a Schultz. Risale al 2003 la dura polemica al Parlamento europeo tra Berlusconi, che allora debuttava come  presidente del Consiglio dell’UE, e l’eurodeputato socialista tedesco  Schulz, che lo accusò di non poter fare politica a causa del conflitto d’interessi. Il Premier replicò all’intervento dell’eurodeputato dicendo: «Signor Schulz, so che in Italia c’è un produttore che sta facendo un film sui campi di concentramento nazisti. La suggerirò per il ruolo di kapò, lei sarebbe perfetto». Alle contestazioni dei membri dell’ala sinistra del Parlamento,  Berlusconi rispose apostrofandoli  come «turisti della democrazia». Il presidente Pat Cox lo invitò a scusarsi, ma Berlusconi replicò: «Il signor Schulz mi ha offeso gravemente e personalmente, era solo una battuta ironica e non la ritiro».

Offese alla Cina. Nel 2006, Berlusconi offese il governo cinese affermando: «Leggetevi il libro nero del comunismo e scoprirete che nella Cina di Mao i comunisti non mangiavano i bambini, ma li bollivano per concimare i campi».

Offese agli elettori di sinistra. Sempre nel 2006, durante la campagna elettorale che lo vedeva contrapposto al candidato del centro-sinistra Romano Prodi, il Cavaliere affermò: «Ho troppa stima dell’intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare contro i propri interessi»

Offese alla magistratura. In diverse occasioni il Premier ha offeso giudici e magistrati. Durante un intervista definì la magistratura «il cancro del Paese» e «i giudici e i PM ideologizzati» una «metastasi della nostra democrazia». In un’altra occasione, Berlusconi apostrofò i giudici come persone «mentalmente disturbate».

Offese ai musulmani. Nel settembre 2001, in seguito agli attentati terroristici dell’11 settembre, il Presidente dichiarò: «Noi (occidentali) dobbiamo essere consapevoli della superiorità della nostra civiltà, il nostro è un sistema che ha garantito il benessere, il rispetto dei diritti umani e, a differenza dei Paesi islamici, il rispetto dei diritti religiosi e politici. Un sistema che ha come valore la comprensione delle diversità e la tolleranza». L’affermazione suscitò le proteste del mondo arabo.

Offese agli ebrei. Berlusconi ha offeso anche gli ebrei dichiarando che in Italia «girano da anni storielle sull’Olocausto» perché «gli italiani sanno scherzare su tragedie come quella nel tentativo di superarle». L’affermazione provocò le dure reazioni della comunità ebraica e dell’ANED. Il portavoce della Comunità ebraica romana Riccardo Pacifici, considerò le dichiarazioni del Premier «un’offesa agli italiani che si indignano di fronte a quei pochi imbecilli che raramente raccontano storielle sull’ Olocausto».

Revisionionismo storico. Un’intervista rilasciata al periodico britannico The Spectator procurò, alcuni mesi dopo,  altre critiche a Berlusconi da parte della comunità israelita e  di diversi familiari delle vittime del fascismo. Nell’intervista il Presidenta affermava che  Mussolini, a differenza di Saddam Hussein, non ha «mai ammazzato nessuno» e si è limitato a mandare «la gente a fare vacanza al confino».

Il “fanciullino”. Indimenticabile  la foto di gruppo dei ministri degli esteri riuniti a Caceres nel 2002, in cui Berlusconi fu immortalato mentre faceva il  gesto delle corna alle spalle del presidente spagnolo. Nel 2009, durante la riunione del G20 a Londra, Berlusconi chiamò il presidente statunitense a voce alta. La regina Elisabetta II esclamò: «Che cos’è? Ma perché deve urlare?» (What is it? Why does he have to shout?). L’anno precedente, dopo l’elezione alla presidenza degli Stati Uniti dell’afro-americano Barack Obama, Berlusconi lo definì “abbronzato”. La frase suscitò diverse polemiche.

Bunga Bunga. Il nostro Presidente è famoso all’estero anche per le vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto in un’inchiesta per concussione e sfruttamento della prostituzione minorile. Sul rituale del Bunga Bunga, ormai famoso a livello mondiale, il Premier precisa: «Quando qualcuna delle mie ospiti diceva: “dopo cena facciamo un pò di Bunga Bunga” si riferiva a fare quattro salti. A cui io, peraltro, non partecipavo a causa di un antico e sempre rispettato fioretto».

Giovanna Fraccalvieri