Video di Belen Rodriguez: due possibili capi d’accusa

L’inchiesta e l’accusa di diffusione di materiale pedopornografico. Il video più richiesto d’Italia, fra i più cliccati e scaricati del web, venduto dopo poche ore in maniera illegale sulle bancarelle nelle principali città potrebbe portare con se seri guai. Avete  scaricato il video hard/hot di Belen Ridriguez? Ebbene iniziate a preoccuparvi, le indagini sono partite e chi ha diffuso e detiene tale video potrebbe rischiare grosso, questo è quello che si vocifera in queste ore.

Estorsione. Secondo i ben informarti le indagini starebbero seguendo una doppia strada. La bella argentina, parte lesa, ha dato il via al tutto il 7 maggio del 2010 quando si è  presentata  in Questura spiegando che le erano stati chiesti 500 mila euro per non mandare il video in questione in internet.  Il pm Luzi ha pertanto aperto, fin da allora, un fascicolo per il reato di estorsione. Belen aveva spiegato alle forze dell’ordine di aver incontrato l’ex ragazzo, protagonista con lei della scena di sesso, in un ristorante, di non aver mai dato soldi ma di aver ricevuto una copia del video. Il caso non è per nulla chiaro e le voci che circolano aiutano a mescolare le carte e ad intricare ancora di più la matassa. Pare infatti che nelle trattative si sia intromesso pure Fabrizio Corona, ma nonostante l’esperienza, non sia comunque riuscito a fermare la diffusione di tale prodotto.

Le indagini. La Procura di Milano ha deciso di indagare su quel filmato che mostra scene di sesso tra la minorenne showgirl e presentatrice di Colorado e un suo ex fidanzato argentino. Se fino a pochi giorni fa si vociferava ancora di una eventualità ora sembra che tutto si sia trasformato in realtà. Belen è già stata sentita dagli inquirenti più volte. Pare, inoltre, che il pm Luzi formalizzerà, a breve, l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico, nel frattempo, la squadra mobile cercherà di tracciare tutte le modalità con cui il filmato sia finito sul web e sia stato scambiato ed inserito in diversi siti internet aggirando la censura. Il video è passato di sito in sito e quando quello che lo ospitava lo oscurava, togliendolo dalla propria pagina, il link compariva prontamente da altre parti.

Alessandra Solmi