Alfano: Raggiunta l’intesa con la Lega

E’ stata una giornata concitata quella di oggi, con il susseguirsi di indiscrezioni che minacciavano la crisi irreversibile del governo, spaccata sulla riforma delle pensioni, che la Lega escludeva categoricamente. ”Non è possibile portare le pensioni a 67 anni per far piacere ai tedeschi. Non possiamo farlo, la gente ci ammazza” ha detto stamane Bossi. Sembra però che la maggioranza abbia raggiunto finalmente l’intesa, secondo quanto ha dichiarato il segretario Pdl Alfano durante la registrazione di Porta a Porta che andrà in onda stasera. ”Anche oggi -ha detto Alfano- abbiamo dimostrato che tiene il rapporto tra due partiti che hanno assicurato stabilità e riforme al Paese“. “Siamo consapevoli tutti delle difficoltà – ha continuato – l’unità è raggiunta attorno alla decisione di rispondere puntualmente all’Europa con puntualizzazioni che riguardano le cose sin qui fatte e le cose che si intendono fare per la crescita”. Dopo il nulla-di-fatto del Consiglio dei Ministri indetto  ieri in via straordinaria e della cena tra il Presidente del Consiglio, i ministri leghisti e Tremonti, l’atteso accordo con la restia Lega pare essere arrivato e Berlusconi potrà tenere ancora stretta la sua premiership e prepararsi per gli impegni europei, in primis la lettera d’intenti indirizzata all’UE in cui il Cavaliere spiegherà le misure per la crescita che l’Italia adotterà.

Una barca in tempesta. Il presidente della Repubblica Napolitano è intervenuto oggi per sollecitare il governo ”a compiere tutte le scelte necessarie” per rilanciare la crescita italiana. Siamo, oggi più che mai -ha detto Napolitano- nella stessa barca in un mare in tempesta. Ciascun paese deve fare la sua parte e dobbiamo garantirci reciprocamente l’indispensabile solidarietà”. Le parole del presidente della Repubblica si inseriscono nella giornata convulsa di oggi, con lo scopo di richiamare i leader della maggioranza alle priorità, e a tralasciare, in vista della necessità stringente di avviare la crescita, i particolarismi partitici.

Francesca D’ettorre