Crisi: Usa, è boom straordinario

Negli ultimi tre anni i lavoratori statunitensi sono andati via da lavoro sempre più tardi. Fare straordinari è diventata una prassi e non sempre sono retribuiti. Si arriva a rispondere allo smartphone anche nei giorni festivi e le riunioni convocate all’improvviso dai capi proliferano di settimana in settimana. Li hanno ribattezzati “generazione straordinario” questi lavoratori che, di fronte alla crisi e alla recessione, sono disposti a tutto pur di mantenere il posto di lavoro. È quanto si apprende da una ricerca svolta da Towers Watson sui dipendenti di oltre 300 aziende Usa e canadesi.

La ricerca. Dall’inchiesta svolta da Towers Watson, società leader a livello mondiale nel settore della consulenza direzionale e organizzativa, due terzi dei lavoratori americani convivono ormai con gli straordinari. Il 65% degli impiegati delle aziende osservate negli ultimi anni ha aumentato il monte ore lavorate, con l’assenso delle aziende datore di lavoro. Questo trend, secondo la società di consulenza, continuerà ad aumentare ancora nei prossimi anni e, per portare avanti i propri compiti, un dipendente su 3 avrebbe rinunciato alle ore di permesso e ad alcuni dei giorni di ferie maturate. Se da un lato le società interpellate, ancora, hanno dichiarato di aver sempre maggior difficoltà a trovare personale già formato per alcuni ruoli chiave, anche in tempo di crisi, e di utilizzare maggiormente le risorse interne per coprire le funzioni più delicate, dall’altro la stessa ricerca rivela che il 56% di queste aziende ora è preoccupato per gli effetti, sul lungo periodo, che l’intenso lavoro potrebbe avere sui suoi dipendenti. Una preoccupazione che concerne tanto l’abilità del mantenere un giusto equilibrio tra vita privata e professionale, quanto la produttività stessa una volta arrivati al lavoro.

M.N.