Omicidio Scazzi: l’ultimo sms di Sarah

‘Uccidere per professione è un lavoro senza tempo: questo, secondo quanto riportato dalla trasmissione ‘La vita in diretta’, è il testo dell’ultimo messaggio scritto sul cellulare da Sarah Scazzi, la ragazzina di Avetrana uccisa il 26 agosto 2010. Una frase dello scrittore Andrea Giaime Alonge, che oggi, alla luce di quanto accaduto, riecheggia come un triste presagio. Sarah, però, quel messaggio, che porta la data del 26 agosto alle 10.45, non lo aveva più inviato, poiché il suo cellulare era privo di credito.

Uccisa per gelosia – Quella stessa mattina, la quindicenne si era recata a casa Misseri per incontrare Sabrina: secondo quanto dichiarato dalla pubblica accusa e da una testimone, Sarah era piuttosto preoccupata perché la sera prima aveva avuto un litigio con la cugina Sabrina. A quanto sembra, l’oggetto del contendere, era stato, ancora una volta, Ivano Russo, il giovane di Avetrana del quale entrambe le ragazze si erano invaghite. E sarebbe proprio questo, secondo gli inquirenti, il movente che avrebbe spinto Sabrina ad uccidere la cugina: la gelosia. Sarah, infatti, aveva raccontato di un incontro intimo tra Sabrina ed Ivano, al termine del quale il ragazzo aveva manifestato la sua intenzione di non proseguire la loro relazione. Ed era stato lo stesso Ivano, in seguito a quell’episodio, a decidere di allontanare Sabrina. Secondo la pubblica accusa, proprio il rancore, accumulato fino a quel tragico 26 agosto, avrebbe armato la mano di Sabrina e l’avrebbe indotta a stringere una cintura al collo della piccola Sarah.

Francesca Theodosiu