Ore decisive per il governo. No di sindacati e Lega. Aumenta il rischio crisi

Roma – Decreto sviluppo: Il no dei sindacati e della Lega. L’Ue chiede misure forti per “aggredire il debito”. Matteoli: “Rischio crisi di governo”.

Decreto sviluppo, ore decisive – Sono giorni difficili per il premier, dal un lato l’Europa con le sue richieste, il “risolino” di Francia e Germania, il no dei sindacati, lo stop della Lega.
Proprio questa mattina il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha ammesso: “Sui nuovi provvedimenti chiesti dall’Europa c’è il rischio di una crisi di governo ma certamente i margini di trattativa ci sono e quindi stiamo trattando“.
Fabrizio Cicchitto considera la possibilità  di una crisi di governo: “In caso di caduta del governo Berlusconi ci sarebbe un autentico salto nel buio con conseguenze assai negative anche per la tenuta finanziaria del paese motivo per il quale va fatto ogni sforzo per ricompattare la maggioranza anche sulle questioni programmatiche più delicate“.
La è talmente alta che in uno sfogo il premier avrebbe perfino ammesso la volontà di “fare un passo indietro”.
Aumenta il timore che la Lega, dopo la volontà espressa dal premier di ritoccare le pensioni, stacchi definitivamente la spina. Il governo potrebbe non avere la maggioranza, l’opposizione potrebbe fare alcuno sconto senza le dimissioni del premier.
Si allarga l’ipotesi di elezioni anticipate o di un governo tecnico che avrebbe certamente l’appoggio del Terzo Polo, Pd e Idv.

Sindacati sul piede di guerra – L’annuncio di voler intervenire sulle pensioni, non è piaciuto ai sindacati, che hanno subito dichiarato la loro contrarietà.
Non faremo passare un sopruso di questo genere“, ha ribadito in mattinata il leader della Uil, Luigi Angeletti.
Mentre Bonanni manda un chiaro segnale al governo sulla strada da seguire: “Prima di parlare di pensioni il Governo introduca la patrimoniale, tagli i costi della politica e venda il patrimonio pubblico. Bisogna dare il buon esempio: chi ha di più metta a disposizione quello che ha”.