Riforma pensioni: Stop della Lega

Fumata nera dopo il Cdm – Concluso con una fumata nera il Consiglio dei ministri straordinario che il premier Silvio Berlusconi aveva convocato nella giornata di ieri per approvare un pacchetto di stimolo allo sviluppo, comprendente anche la riforma delle pensioni. Il Premier non è riuscito, almeno per il momento, a superare le ostilità della Lega nei confronti di un intervento sulle pensioni di anzianità che porti ad un innalzamento dell’età pensionabili verso i 67 anni.  Così, subito dopo la riunione del Consiglio, il Cavaliere ha tenuto una cena  insieme al leader del Carroccio Umberto Bossi, ai ministri Maroni, Calderoli e Tremonti e al sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta, per tentare di trovare una soluzione comune che rassicurasse l’Europa in vista del prossimo Consiglio Europeo di mercoledì prossimo. Anche questo incontro però si è concluso con un nulla di fatto; il compromesso sulla partita previdenziale non è stato trovato e tutto viene rinviato ad un aggiornamento successivo che avverrà oggi in mattinata. Nulla di fatto neanche sul resto del pacchetto sviluppo che ha già subito diversi slittamenti e ritardi rispetto alla data di metà ottobre inizialmente indicata dal governo per la sua approvazione.

La Lega non cede – La Lega dunque non cede e resta ferma nelle sue posizioni per quanto riguarda questo dl, mentre nel Pdl torna a materializzarsi il fantasma di un governo tecnico, ben voluto anche dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Il nodo delle pensioni resta dunque un campo ancora aperto, la cui trattativa continuerà ad oltranza fin quando nella maggioranza non si troverà un compromesso. Per Berlusconi però queste sono ore di trepidazione, in quanto il Presidente del Consiglio già nella giornata di oggi dovrebbe inviare una lettera alla Commissione Europea per spiegare, in maniera dettagliata, con punti e scadenze precise, il piano italiano sullo sviluppo.

Maria Rosa Tamborrino