Bossi a Berlusconi: le pensioni di anzianità non si toccano

Nonostante le confortanti dichiarazioni del segretario del Popolo delle Libertà Angelino Alfano intervenuto questo pomeriggio a “Porta a Porta”, la spaccatura consumatasi all’interno della maggioranza in merito a una possibile riforma previdenziale è ancora ben lungi dal ricomporsi.
Tanto che domani, allo scadere dell’ultimatum imposto dagli organismi tecnocratici dell’Unione Europea al nostro Paese, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi invierà al Consiglio Europeo una lettera d’intenti, esplicitando le scadenze delle prossime riforme previste dal Governo, ma senza addentrarsi nei dettagli di un possibile intervento sulle pensioni.

La Lega resiste e diserta Ballarò – Le pensioni di anzianità non si toccano. – ha ribadito in serata il leader del Carroccio Umberto Bossi – sono sempre stato contrario a far pagare dieci volte chi ha già pagato“.
Una posizione che non lascia margini di compromesso, come ammesso anche dal ministro Mariastella Gelmini (PdL) – intervenuta questa sera su RaiTre a “Ballarò” – che ha confermato come dall’ultimo Consiglio dei Ministri sia emersa la disponibilità della Lega ad approvare l’innalzamento omogeneo (uomini e donne, settore pubblico e settore privato) dell’età pensionabile a 67 anni, a patto che non siano toccate le normative relative all’anzianità.
Proprio a “Ballarò” doveva intervenire anche il leghista e presidente del Piemonte Roberto Cota, che ha però annullato all’ultimo momento la sua partecipazione, probabilmente anche per evitare di mettere in bella mostra sul piccolo schermo le tensioni che stanno attraversando la maggioranza.

 Le reazioni: il PD denuncia lo stallo del Governo – Una forte critica alle divisioni interne al centrodestra – emerse in uno dei momenti storici più difficili per il nostro Paese – è stata avanzata anche oggi da tutte le opposizioni.
Il Partito Democratico, ancora alle prese con un acceso dibattito interno sulle soluzioni economiche da avanzare per il “dopo Berlusconi”, si è espresso per bocca del segretario Pierluigi Bersani.
“Berlusconi sta limando la lettera da inviare all’Europa. Ma limando limando la lettera si assottiglia e poi bisogna vedere se all’Europa va bene. – ha commentato il leader democratico – La realtà e’ che i governi europei stanno dicendo a Berlusconi di andare a casa e ogni settimana che si perde è peggio perché qualsiasi misura che il governo pensi non basta perché il problema è la credibilità“.

Mattia Nesti