Crisi: Italia, in pensione a 67 anni e licenziamenti facili

Donne e uomini in pensione a 67 anni entro il 2026, licenziamenti più facili in presenza di stati di crisi, dismissione del patrimonio pubblico e zone a “burocrazia facile”. Così l’Italia cerca di convincere l’Ue in risposta all’ultimatum di domenica 23 ottobre, con una lettera consegnata a Bruxelles nella quale il Governo italiano ha elencato le misure economiche da adottare per fronteggiare la recessione e rassicurare i partner europei.

I tempi richiesti dall’Ue. Nei solleciti dello scorso fine settimana l’Ue insisteva sui tempi certi per le riforme dell’Italia e nella lettera si legge che il piano crescita verrà adottato entro il 15 novembre e che nei prossimi 8 mesi ci saranno quattro direttrici di intervento. Il Governo italiano si impegna comunque a tenere sotto stretto controllo l’andamento dei conti pubblici e “qualora il deterioramento del ciclo economico dovesse portare a un peggioramento nei saldi il governo interverrà prontamente” attraverso “l’utilizzo del Fondo per esigenze indifferibili”, che “sarà vincolato all’accertamento, nel giugno del 2012, di andamenti dei conti pubblici coerenti con l’obiettivo per l’indebitamento netto del prossimo anno”. Nella missiva, di 16 pagine, si legge anche che “l’Italia ha sempre onorato i propri impegni europei e intende continuare a farlo” e viene ricordata la manovra da 60 miliardi che dovrebbe contribuire a far raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, “con un anno di anticipo rispetto a quanto richiesto dalle istituzioni europee”.

Pensioni e licenziamenti. La lettera spiega che “grazie al meccanismo di aggancio dell’età pensionabile alla speranza di vita introdotto nel 2010” è possibile stimare che “il requisito anagrafico per il pensionamento sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne nel 2026”. “Nella attuale legislatura la normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi che hanno reso a regime il sistema pensionistico italiano tra i più sostenibili in Europa e tra i più capaci di assorbire eventuali choc negativi”. Viene anche ipotizzata una gestione delle procedure di mobilità dei lavoratori più snella. “Entro maggio 2012 l’esecutivo approverà una riforma della legislazione del lavoro funzionale alla maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell’impresa, anche attraverso una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato”. Il Governo interverrà poi nella Pubblica amministrazione e renderà effettivi “con meccanismi cogenti/sanzionatori la mobilità obbligatoria del personale, la messa a disposizione con conseguente riduzione salariale e del personale e il superamento delle dotazioni organiche”.

Liberalizzazioni e zone a “burocrazia zero”. “Entro il 1° marzo 2012 saranno rafforzati gli strumenti di intervento dell’Autorità per la Concorrenza per prevenire le incoerenze tra promozione della concorrenza e disposizioni di livello regionale o locale. Verrà generalizzata la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali in accordo con gli enti territoriali”. Gli interventi più significativi riguarderanno i settori della distribuzione dei carburanti e della Rc auto. Per migliorare l’efficienza e favorire la crescita, l’Esecutivo punta poi ad incentivare al costituzione delle “zone a burocrazia zero” in tutto il territorio nazionale in via sperimentale per tutto il 2013, “anche attraverso la creazione dell’Ufficio Locale dei Governi quale autorità unica amministrativa che coinvolgerà i livelli locali di governo in passato esclusi”.

M.N.