La lettera di ‘intenti’ del premier: Pensioni a 67 anni. Sulle misure per la crescita nessuna data

Con una lettera lunga 14 pagine  il premier spera di passare l’ostico esame di oggi al Consiglio dei capi di Stato e di governo dell’Unione. Dopo il pugno di ferro di ieri della Lega, che pareva non voler indietreggiare sulla questione pensioni, nella notte la maggioranza è arrivata, sul filo del rasoio, ad un risicato accordo. Come annunciato dal ministro Gelmini a Ballarò, verrà equiparata l’età pensionabile delle donne nel settore privato a quelle del settore pubblico, e, gradualmente, nel 2026 tutti, per effetto della ‘finestra mobile’ e dell’aumento della speranza di vita andranno in pensione di vecchiaia a 67 anni. La lettera conta di un solo impegno preciso: il pareggio di bilancio anticipato al 2013, già deciso dalle manovre della scorsa estate, cui, se necessario, se ne aggiungeranno delle altre. Il resto della missiva viaggia nell’indeterminatezza. Nella fattispecie, vengono elencate le misure già adottate dall’esecutivo per il pareggio di bilancio ed elencate quelle che verranno comprese nel dl sviluppo, senza specificare alcuna data di approvazione. In particolare, si legge nella lettera che verranno introdotte liberalizzazioni dei servizi pubblici locali e si punterà sul rilancio delle infrastrutture e sulle norme di semplificazione. Attraverso queste righe il presidente del Consiglio spera di avere il benestare dell’Unione Europea sull’operato del governo. Il pericolo cocente è che questo non accada.

L’intervento di Napolitano. Il presidente della Repubblica Napolitano ha svolto un ruolo attivo nella giornata politica di ieri, ritardando anche il suo volo per il Belgio per seguire lo svolgersi dei vertici, e con i suoi interventi ha indirizzato e sollecitato  l’esecutivo a pensare al bene del Paese, quello che è in gioco in queste calde giornate, più delle leadership di questo o quell’esponente politico. Come si legge in un messaggio per la giornata mondiale del risparmio, Napolitano ha espresso ”acuta preoccupazione per gli sviluppi della crisi dell’Eurozona e per le sue ricadute anche nel nostro Paese” e ha incitato alla ”collaborazione internazionale e rafforzamento dell’unità europea” al fine di superare questa crisi economica che potrebbe risucchiare i paesi europei, e non solo l’Italia.

Francesca D’ettorre