L’Italia rende omaggio a Monica Vitti

Monica Vitti, ottant’anni – Il prossimo 3 novembre, una delle attrici e artiste che hanno fatto la storia d’Italia, compirà ottant’anni. Monica Vitti è da dieci anni lontana dalle scene e dai riflettori a causa di una malattia, ma questo non impedisce al cinema (e non solo) di renderle un doveroso omaggio. Monica Vitti, nonostante gli anni, sembra non passare mai di moda. Moda che, sulle passerelle, riprende il suo stile. Moda che ritorna nell’esaltazione della sua particolarità. Ma è ovviamente il cinema a renderle l’omaggio più grande. Durante i giorni del Festival Internazionale del Cinema di Roma (27 ottobre – 4 novembre) verrà allestita una speciale mostra fotografica dedicata all’attrice presso il foyer della Sala Sinopoli. Inoltre, il 3 novembre, compleanno della grande diva, verrà proiettato “Scandalo Segreto”, film del 1990 di cui Monica Vitti è regista, sceneggiatrice e interprete, e il film di Scola. Verrà inoltre presentato un libro intitolato “La Dolce Vitti” che racchiude al suo interno i ricordi degli amici e parenti. L’attrice non sarà presente a nessuno di questi eventi, ma il marito Roberto Russo ha dichiarato che “Monica è molto contenta dell’omaggio di Cinecittà e del Festival di Roma ma trascorreremo il giorno del suo compleanno, il 3 novembre, in casa, da soli. Da molti anni abbiamo scelto di vivere lontano dai riflettori“.

Fiorella Mannoia – Intanto, anche il giornale Vanity Fair, in edicola da oggi, celebra gli ottant’anni di Monica Vitti con dei ritratti di persone che l’hanno conosciuta direttamente. Un esempio è quello dedicato a Fiorella Mannoia, che parla di Monica Vitti in un’intervista. La ricorda “splendida: gambe e décolleté tra i più belli che abbia mai visto. Arrivava sul set senza trucco. E quando usciva dal camerino, pronta per girare, c’era un momento in cui tutto si fermava,” ma niente capricci per Monica. Piuttosto, era “esigente. Pretendeva le luci in un certo modo e io ho imparato da lei a fare lo stesso: abbiamo visi particolari che possono essere molto belli o bruttissimi a seconda di come vengono illuminati. Con chi insisteva a fare diversamente, si impuntava: ‘Dicano quello che vogliono. La faccia è la mia‘”.

Sara Bricchi