Processo Jackson: Michael chiedeva Propofol di continuo

Michael chiedeva Propofol – Continua il processo per fare luce sulle responsabilità della morta del Re del Pop Michael Jackson. E’ il turno dei testimoni della difesa del dottor Conrad Murray, sul quale pende l’accusa di omicidio del celebre paziente. A parlare in aula è Cheryl Lee, l’infermiera che seguiva Jackson e che si occupò di Michael anche quella drammatica. Drammatiche e lapidarie le sue parole: “Michael chiedeva Propofol di continuo”. In sostanza la difesa tenta ancora di portare avanti la tesi che Michael prese il Propofol da solo e che la responsabilità di Murray nella sua morte per overdose non esista.

Jacko si fidava di Murray – Altro testimone ascoltato dal giudice è stato poi Randy Phillips, il promoter che organizzò le 50 date che a Londra Jackson avrebbe dovuto tenere di lì a breve, se non fosse morto in circostanze poco chiare la notte del 25 Giugno 2009.  Phillips ha ricordato come Jacko volesse a tutti i costi accanto a lui il dottor Murray; proprio questa dichiarazione  disegnerebbe la fiducia totale che Michael riponeva nel suo medico. Il processo va dunque avanti, fra testimonianze e relazioni degli esperti, per capire come e perchè morì Michael Jackson quella notte, e soprattutto se la responsabilità sia stata solo sua, o del medico di cui tanto di fidava.

Silvia Aresi