Bunga bunga al Comune: foto hot per il sindaco di Solofra

E’ uno scandalo a luci rosse quello che sta facendo tremare il Comune di Solofra, in provincia di Avellino. Negli scorsi giorni, alcune foto “compromettenti”, con il sindaco Antonio Guarino immortalato in compagnia di due donne in posizioni a dir poco licenziose, sono state diffuse dal consigliere comunale del Pd, Enzo Clemente, che ha raccontato di averle ricevute in forma anonima alla sua casella di posta. Negli scatti, il primo cittadino si dedicherebbe a pratiche vicine a quelle ipotizzate per il bunga bunga in alcuni locali del Comune di Solofra. Tanto quanto basta a far gridare allo scandalo, con il sindaco sul piede di guerra, pronto a rivendicare la sua innocenza: “Sono vittima di un killeraggio mediatico“, ha detto.

Abitudini pericolose – Antonio Guarino è il sindaco del piccolo comune irpino di Solofra. La sua fama aveva fino a oggi faticato a vincere le cronache locali, ma degli scatti fotografici dal contenuto scottante hanno cambiato il corso della storia. Sono quelli giunti in forma anonima al consigliere comunale Enzo Clemente, che ha riferito di aver ricevuto un plico contenente 33 fotografie a colori con il sindaco impegnato ad “amoreggiare” con due donne nelle stanze del Comune. Le pratiche – tutt’altro che amministrative – si sarebbero svolte in un arco di tempo assai lungo: dal  gennaio del 2007 al maggio del 2011, spingendo a ipotizzare che quello del primo cittadino non sia stato un “capriccio” isolato, ma un’abitudine perpetuata nell’arco di tutta la legislatura.

Solofra come Arcore – Ed è solo l’inizio perché il solerte consigliere del Pd, inorridito dallo spettacolo licenzioso offerto dall’amministratore, avrebbe consegnato le foto osé alle forze dell’ordine, senza dimenticare di fornire alcune copie ai mezzi d’informazione locale. La notizia è stata diffusa in tempo record, trasformando il Comune di Solofra in una nuova Arcore e le foto “compromettenti” nelle stazioni di una via crucis “bunga bunghesca” in salsa irpina. Ma il sindaco non ci sta e all’indomani dello scandalo, ha deciso di reagire alla presunta macchina del fango.

La reazione del sindaco  – “La vicenda non può essere liquidata solo come una grave diffamazione posta in essere da Clemente – ha tuonato Guarino – ma integra una serie di reati gravissimi: l’aver formato falsamente in tutto o in parte fotografie, l’aver installato e posizionato in maniera fraudolenta macchine fotografiche o telecamere. La vicenda è di una gravità indescrivibile – ha insistito il primo cittadino – perché sembrerebbe che ignoti si siano introdotti nell’ufficio istituzionale del sindaco al fine di poter montare un killeraggio mediatico“.

Maria Saporito