Coltiva marijuana e chiede consulenza alla polizia. SOS cervello in fumo

Dubito dunque fumo. Robert Michelson, un 21enne del Connecticut, ha visto letteralmente andare in fumo il suo sogno di veder crescere sana e rigogliosa la propria piantina di marijuana. Mentre era a casa, intento a coltivare la sua “creatura”, i dubbi lo attanagliavano:  «E se mi scoprissero? Cosa accadrebbe? Non è legale quello che sto facendo!  Mi potrebbero arrestare?». Così, il giovane “contadino”, piuttosto che desistere dall’intento di coltivare la cannabis e, non potendo più sopportare l’incertezza, ha preferito informarsi.

Pronto polizia. É a questo punto della storia che è stata generata  la  brillante idea di chiedere una cosulenza alla polizia, telefonando al numero di emergenza 911: «Stavo solo piantando della marijuana e mi stavo chiedendo che tipo di problemi, che lei sappia, si possono avere per la coltivazione di una pianta». Quando l’interlocutore, incredulo,  ha chiesto se ci fosse un crimine in corso,  il giovane ha risposto «Forse». E forse, solo a questo punto, Robert avrà realizzato di aver fatto ad dir poco una sciocchezza nel telefonare proprio alla polizia per avere questo tipo di informazioni.

Casa Michelson. Gli agenti hanno immediatamente rintracciato la chiamata che veniva da casa Michelson a Farmington. Lì, poco dopo, è giunta una pattuglia che, durante un’ispezione nell’appartamento, ha trovato tutti gli accessori utili alla coltivazione e consumo della cannabis e, inoltre, una piccola quantità di erba. Il giovane è stato denunciato per detenzione di stupafacenti; insieme al sogno di una marjiuana casalinga, probabilmente, in fumo era già andato il suo cervello.

Giovanna Fraccalvieri