Diliberto e il Pdci che risorge

Il segretario del Pdci (Partito dei comunisti italiani) da tempo non staziona più in Parlamento, ma intercettato da Il Fatto Quotidiano alla vigilia del sesto Congresso nazionale (che si svolgerà a Rimini da domani al 30 ottobre), ha detto di non considerare troppo remota l’ipotesi di “tornare in pista”. “Dopo tre anni terribili, abbiamo quasi 21mila iscritti che rinnovano la tessera”, ha esultato. E sui futuribili accordi parlamentari: “Si deve lavorare per una sinistra unita – ha spiegato Diliberto – perché è l’unco modo per mandare a casa Berlusconi”.

Comunisti e santi – “Dopo tre anni terribili, abbiamo quasi 21mila iscritti che rinnovano la tessera del partito. Il 30 % sono giovani sotto i trent’anni”. Per il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, la “rinascita” del comunismo italiano potrebbe partire proprio da qui. “I nostri iscritto sono dei santi – ha scherzato con Il Fatto Quotidiano – Per diventare comunisti a vent’anni, oggi, bisogna essere degli incrollabili ottimisti”. Forte dei numeri che danno la federazione (con Rifondazione) al 2.7%, il segretario ha anche immaginato un possibile ritorno in Parlamento: “Abbiamo fatto tesoro del passato – ha detto – I partiti comunisti che conosco io operano nella realtà quindi, se ci si allea con il centrosinistra, si vota la fiducia“.

Il corteggiamento a Vendola – Di più: “Al congresso lancerò una proposta molto chiara – ha spiegato Diliberto – si lavora per un solo partito comunista, perché averne due è una follia, si lavora per una sinistra unita, perché con Vendola sono tante le cose che ci uniscono, si lavora per una coalizione di centrosinistra, perché questo è l’unico modo per battere Berlusconi. Penso che l’obiettivo dovrebbe essere federarci con Sel – ha rimarcato il segretario del Pdci – perché solo così potremo costruire una sinistra a due cifre”.

Maria Saporito