Spese veterinarie nel redditometro: esplode la polemica

Spese veterinarie nel redditometro. L’Agenzia delle entrate avrebbe inserito nel nuovo redditometro, per ora in fase sperimentale, anche le spese veterinarie per gli animali domestici. Un provvedimento che il presidente dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari, Marco Meloni, identifica come “ennesima allucinazione del Fisco nazionale“. La spesa veterinaria andrebbe a formare una delle sette categorie aggiunte di recente allo strumento per combattere l’evasione fiscale. Meloni però ci va giù duro, parlando di “surrealismo fiscale” e di “quadro visionario, degno della ribellione descritta nella Fattoria di George Orwell. Del resto sono esseri senzienti“.

Il ruolo sociale dei nostri pelosi. Non è un mistero che il cane o il gatto  (ma perchè no, anche il coniglio o il criceto) di turno svolga nella maggior parte dei casi un importante ruolo sociale all’interno dei nuclei familiari. Fare compagnia ad un bambino o ad un anziano, è una situazione che nel nostro paese (e non solo) si verifica quotidianamente (per fortuna). Il supporto psicologico fornito del tutto spontaneamente ed in ogni occasione dal o dai quattro zampe di casa è per la maggioranza dei proprietari qualcosa di insostituibile. Un amore che dall’umano viene ricambiato sia a livello affettivo che concreto, garantendo all’animale tutte le cure possibili in caso di malattia o infortunio. Certo magari qualcuno troppo apprensivo c’è, ma d’altra parte come giudicare?

L’affondo di Meloni: “Evidentemente, per lo Stato italiano– spiega il Presidente ANMVI- la capacità senziente degli animali è stata interpretata come capacità tributaria e di patire la peggiore vessazione fiscale di tutta Europa” e tutto questo mentre  “Il Parlamento Europeo incoraggia le misure veterinarie per combattere il randagismo, Il Trattato di Lisbona considera gli animali “esseri senzienti La Commissione Europea legifera in favore della sanità animale e finanzia il benessere animale”. Meloni elenca poi le questioni fiscali legate agli animali in Italia: “L’aliquota IVA più alta sulla loro salute (aumentata dal 20 al 21%), l’aliquota IVA più altra sui loro alimenti (aumentata dal 20 al 21%)La riduzione delle detrazioni fiscali delle cure veterinarie, l’inserimento nel redditometro dei cavalli,l’inserimento del redditometro della spesa veterinaria per le loro cure, Imposte sugli obblighi amministrativi (anagrafe e passaporto),imposte sulle vaccinazioni essenziali ed obbligatorie (es. rabbia silvestre),imposte sulla prevenzione delle malattie trasmissibili all’uomo (es. leishmaniosi),imposte sulla sterilizzazione per contrastare il randagismo”.

Angelo Sanna