Casini affonda su lettera d’intenti: Patto scellerato tra Berlusconi e Bossi

La lettera di intenti inviata all’Ue? L’ennesimo bluff del governo. Di più: un patto scellerato siglato da Bossi e Berlusconi per continuare a governare. Ne è convinto il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, che nel corso di una conferenza stampa convocata ieri a Roma ha vuotato il sacco sulla missiva con cui l’esecutivo italiano è riuscito, per ora, a incassare il placet degli alleati comunitari. “E’ una lettera monca – ha tagliato corto il centrista – che rischia di innescare uno scontro sociale”.

Verso l’alternativa – “Bisogna far sapere all’Europa che c’è in Italia un’alternativa seria che non sfugge alle responsabilità”. Lo ha detto il numero uno dei centristi, Pier Ferdinando Casini, che ha ieri rimarcato l’esigenza di dare vita a un nuovo progetto politico capace di vincere gli asfittici confini imposti dal bipolarismo nazionale. “Occorre puntare sulla costruzione di una piattaforma alternativa – ha ribadito l’ex presidente della Camera – con una politica di contenuti che non sia più la politica dello schieramento che produceva coalizioni e non assicurava la governabilità. Un patto, da allargare alle parti sociali, che permetta di realizzare le riforme necessarie al Paese non realizzabili in presenza di una spaccatura sociale”.

Il baratto tra pensioni e licenziamenti – La via da imboccare, insomma, a parere di Casini conduce in una direzione diversa da quella indicata dalla lettera d’intenti del governo. “Si tratta di un patto scellerato tra Berlusconi e Bossi – ha tagliato corto il leader dell’Udc – con lo scambio tra la difesa delle pensioni e la libertà di licenziamento. Gli intenti contenuti nella lettera rischiano di fare la fine degli annunci gia visti, a partire dai 5 punti del governo del fare, passando per le 5 diverse versioni della manovra approvata nell’agosto 2011 solo grazie al non ostruzionismo dell’opposizione, nonché per il decreto Sviluppo che Berlusconi – ha precisato Casini – aveva promesso entro il mese di settembre”.

Seri e operativi – Da qui la necessità di avviare provvedimenti efficaci entro tempi stretti: “Si deve puntare su una riforma fiscale che preveda una minore tassazione su lavoro, famiglie e imprese – ha spiegato il centrista – a fronte di una maggiore tassazione sulla rendita finanziaria e sui grandi patrimoni”. E ancora: “L’ora della verità non è la letterina di Berlusconi – ha insistito Casini – ma la lettera della Bce che è arrivata sul tavolo italiano con il suo duro richiamo alla realtà. Se vogliamo evitare i sorrisini abbiamo un solo modo: essere seri e rimboccarci le maniche. Dobbiamo fare dell’Italia un Paese virtuoso: questa è la base dell’aggregazione del Terzo polo e nuove e più ampie aggregazioni si possono creare – ha concluso il centrista – solo sulla base di questi contenuti”.

Maria Saporito