I funerali di Marco Simoncelli: le moto in chiesa e Vasco Rossi nel sagrato

Funerali di Marco Simoncelli: si sono svolti ieri, in diretta televisiva, i funerali di Marco Simoncelli giovane e promettente pilota morto a Sepang durante la sua ultima corsa a causa di un bruttissimo incidente, visto e rimbalzato dai tg al web. Una morte mandata a rallentatore calamitando l’attenzione di tutti, senza false ipocrisie, perché nulla come uno spettacolo orrorifico e nefasto attira l’animo umano attraendolo e respingendolo. I funerali di oggi invece sono stati una storia tutta diversa. Tanti, tantissimi i presenti, molti dei quali dirottati verso due teleschermi giganti ubicati in posti idonei a contenere l’enorme quantitativo di persone giunte per l’estremo saluto al Sic.

In Chiesa le moto fuori Vasco: si può, senza ombra di dubbio, asserire che il padre di Simoncelli, uomo distintosi per grande decoro, compostezza e apertura verso la gente nonostante l’abisso del lutto atroce spalancatosi violento e senza via di ritorno abbia esaudito il figlio sino all’ultimo. Fino alla fine, dall’inizio alla fine, questo padre verso il quale si può tributare esclusivamente muta ammirazione ha lasciato la propria attività al fine di mettere il figlio Marco nella condizione di realizzare il proprio sogno. E così, con coerenza nel suo ultimo atto terreno, le moto del ventiquattrenne sono state portate in chiesa, vicino al feretro, per volere di quei genitori capaci dell’altruismo più crudele per un genitore: ovvero mettere i propri figli nelle condizioni di andare dove la loro vocazione li conduca a prescindere da quanta preoccupazione possa procurare loro. Così il volere di Marco fino all’ultimo istante quando, dopo la funzione, il feretro è stato adagiato sul sagrato della chiesa, gli amici si sono seduti intorno ad ascoltare la canzone di Vasco Rossi che il giovane amava, parole in cui si riconosceva.

Valeria Panzeri